Napoli: il 1° giugno non riapre l’ex megastore FNAC

Redazione

NAPOLI -  “ Da ieri il cartello, che precedentemente annunciava la chiusura dei locali già FNAC in via Luca Giordano al Vomero, per il periodo dal 27 al 31 maggio, dando nel contempo appuntamento per la riapertura al 1° giugno, è stato sostituito da un altro nel quale si legge “ Riapriremo tra qualche giorno. Vi terremo informati. Scusate per il disagio “ – afferma Gennaro Capodanno, presidente del Comitato Valori collinari, che sta seguendo da tempo le vicende del megastore vomerese - . Cosa è accaduto si domandano in molti, preoccupati dal perdurare della chiusura, dopo l’acquisto dei cinque rami d’azienda della FNAC ITALIA Srl in liquidazione, compreso quello di Napoli, da parte della FCR GROUP SRL UNIPERSONALE, Società controllata dalla DPS? “.

“ Certo i segnali che vengono da Genova per un altro dei rami acquisiti dalla stessa azienda non sono incoraggianti – prosegue Capodanno -. In un recente comunicato i lavoratori della FNAC di Genova con la RSU della Filcams Cgil affermano: "esasperati da più di un anno di apprensioni per il loro futuro occupazionale, condannano aspramente l’atteggiamento di chi da subito dopo l’acquisizione, vedi FRC Group Unipersonale controllata al 100% da DPS ovvero TRONY, aveva dichiarato la continuità dell’attività e gli investimenti cittadini. Infatti, pur avendo lo scorso 6 maggio raggiunto una intesa nazionale sugli ammortizzatori sociali e sulla riorganizzazione, TRONY non si confronta sul territorio con la RSU dei lavoratori per affrontare le problematiche del negozio relative alla sua riorganizzazione e ristrutturazione, che lo ricordiamo ad oggi vede attiva la sola superficie superiore ed ancora chiusa quella inferiore. È intollerabile pensare che dei 55 cassaintegrati dal 31 gennaio 2012, solo in venti “stabiliti unilateralmente”, si avviino al percorso formativo deciso da TRONY senza criterio alcuno di scelta tra carichi familiari, anzianità di servizio e reali esigenze organizzative. Siamo sconcertati e preoccupati da quanto accaduto e per questo vogliamo mantenere alta l’attenzione su FNAC o TRONY che dir si voglia, attivando tutti gli strumenti possibili, in primo la mobilitazione che ha già visto sabato 25 maggio uno sciopero di due ore e assemblea sindacale, proseguendo con lo stato di agitazione che proseguirà sino all’attivazione di un tavolo sindacale di confronto" .

“ Nell’accordo citato del 6 maggio scorso – continua Capodanno - si legge tra l’altro che la società acquirente per il biennio 2013-2015 ha predisposto un articolato piano industriale nel quale “ prevede la modifica dell’attuale piano di vendita con l’abbandono di alcuni settori quali dischi, gaming, libri, amministrazione e comunicazione ritenuti estranei al core business aziendale “ “.
Peraltro la seguente tabella presente nello stesso accordo nella quale si precisa il numero di lavoratori in cassa integrazione guadagni straordinaria per un totale di 150 lavoratori su un totale di 296, a partire dal 1° giugno 2013 e per 24 mesi. A Napoli su 71 addetti sono interessati ben 51, pari ad oltre il 70% della forza lavoro.

 

Prevista anche la possibilità di mettere in atto, pure nel corso della CIGS, strumenti che consentano la risoluzione del rapporto di lavoro.
“ Per quanto riguarda la nuova formula di vendita al pubblico – puntualizza Capodanno -, a parte l’esercizio di Genova, di ridotte dimensione, sembrerebbe che negli altri quattro negozi, compreso dunque quello di Napoli, dovrebbe essere sperimentato un nuovo format, con la formula “ Shop in Shop o Store in Store ” mantenendo l'insegna Fnac, anche se al momento ci sarebbero ancora molti dettagli del piano da definire. La formula del “Shop in Shop”, veri e propri negozi nel negozio si realizza attraverso delle singole aree facilmente identificabili, diversificate l’una dall’altra, che pongono in evidenza uno specifico brand. In ciascuno degli shop gli acquirenti possono così entrare in contatto con i soli prodotti di quello specifico brand, facendosi assistere da apposito personale specializzato e dedicato “.

“ Come ben si può
comprendere, al di la degli aspetti burocratici ed amministrativi dell’intera vicenda – sottolinea Capodanno -, si tratta di una trasformazione di notevole impatto, non semplice da gestire, tantomeno in una manciata di giorni “.
“ Al riguardo – conclude Capodanno – non escludo che anche attraverso l’interessamento di aziende del settore, che peraltro sembrerebbe si siano già manifestate, al piano interrato o in parte di esso si possa mantenere il reparto editoriale, salvando anche lo spazio del forum al piano terra. Solo così il Vomero non perderebbe, dopo aver già subito la chiusura della libreria Guida Merliani, un altro spazio culturale ed aggregativo fondamentale per il popoloso quartiere collinare “.

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