Zona Rossa e Rischio Vulcanico: ne discute l’Ordine degli Architetti P.P.C.

Redazione

Ieri 21 maggio, ad Ottaviano, in Località Piazzolla, sì è tenuto l’incontro itinerante dell’Ordine degli Architetti P.P.C. di Napoli e Provincia avente ad oggetto i Comuni della cosiddetta “Zona Rossa Vesuviana”.

OTTAVIANO -  Si è tenuto ieri 21 maggio, ad Ottaviano, in Località Piazzolla, un incontro itinerante dell’Ordine degli Architetti P.P.C. di Napoli e Provincia avente ad oggetto i Comuni della cosiddetta “Zona Rossa Vesuviana”. Come conciliare la mitigazione, la diminuzione del rischio con lo sviluppo economico? Come dare futuro ai professionisti che lavorano sul territorio? I vincoli sono un problema reale o la foglia di fico dietro al quale nascondere i limiti della nostra classe politica? I nostri imprenditori, gli artigiani sono incentivati ad investire qui?

E’ quanto si è chiesto l’arch. Antonella Marciano che, con la proverbiale dolcezza e convinzione ha affermato: “noi riteniamo invece che gli abbattimenti e la ricostruzione dell’edilizia di scarsa qualità specie quella postbellica, debba essere fortemente incentivata al fine di sostituire con edilizia di qualità fabbricati che destano non poche preoccupazioni dal punto di vista della sicurezza. Altra proposta è quella di riportare in vita il registro del Fabbricato in maniera generalizzata e slegata dal Piano Casa. Le strade, o meglio, anche le strade ed i parcheggi sono una ricchezza per la città. Una Legge Regionale opportunamente modificata può supplire alle carenze ed alle lentezze che tutti osserviamo sulla redazione dei Piani urbanistici Comunali e sovracomunali offrendo una possibilità alternativa seppure parziale di ripresa economica e di sviluppo dei territori campani.

Poi occorre rimediare rapidamente alla generale obsolescenza del patrimonio agricolo e produttivo esistente. Il territorio vesuviano è ovunque ricco di immobili rurali e produttivi abbandonati, perché la loro collocazione o la loro redditività non è più attrattiva. Al contrario si assiste ad una generale aggressione del territorio con realizzazione di residenze abusive a volte a ridosso di volumi edilizi abbandonati. Rendere molto appetibile la riqualificazione del patrimonio rurale/produttivo esistente non deve essere intesa come operazione meramente speculativa, ma come opportunità anche al fine di evitare ulteriore consumo del territorio, il tutto a maggiore salvaguardia del paesaggio.” Sulla stessa lunghezza d’onda, l’arch. Mario Montella ha evidenziato come siano trascorsi circa 10 anni dalla legge 21 e l’unico risultato sia stato quello di “disattendere alla approvazione del Regolamento Attuativo cioè il Piano Strategico Operativo”.

Uno strumento che doveva essere redatto di intesa tra Provincia, Regione e Comuni, entro 6 mesi dall’entrata in vigore della legge speciale. L’Avvocatura dello Stato ha stabilito la sospensione del rilascio di titoli abitativi ad uso residenziale fino alla definitiva approvazione del P.S.O. “Solo nel 2007, con delibera di Giunta n° 99, la Provincia adotta i contenuti del P.S.O. Da allora il Piano “giace” negli Uffici Regionali dell’Assessorato all’Urbanistica in attesa della definitiva approvazione. I Comuni avrebbero dovuto adeguare i propri strumenti urbanistici in coerenza con il P.S.O. Tutto ciò non è avvenuto”. Tutto tace, insomma, nel mentre che si provvede alla riperimetrazione delle Zone Rosse e la Provincia congela, ma non “stacca l’ossigeno” al Piano Territoriale di Coordinamento, adottato nell’ormai lontano 2009. Un piano già obsoleto prima ancora di nascere. Un piano assolutamente da rifare, soprattutto da “ripartecipare”, alla luce della nuova definizione degli scenari connessi alle mutazioni della “Zona Rossa”.

Nino Serpico architetto

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