Napoli, a febbraio riapre il teatro Acacia

Redazione

Grande soddisfazione viene espressa da Gennaro Capodanno, presidente del Comitato Valori collinari, che nei mesi scorsi aveva lanciato un S.O.S., rilevando che, a differenza che per altre strutture analoghe, l’attività teatrale del cinema teatro Acacia non era iniziata, all’annuncio che a partire dal 6 febbraio le tavole di uno dei teatri storici del capoluogo partenopeo, realizzato dall’ing. Fernandez subito dopo la seconda guerra mondiale, quando il Vomero era ancora considerato il “quartiere dei broccoli” con la presenza di pochi palazzi e di ampie zone ancora coltivate, saranno di nuovo calcate da attori. Infatti dal 6 febbraio all’Acacia si riprende con lo spettacolo del fantasista Brachetti.

“ Mi auguro – sottolinea Capodanno – che si tratti del primo di tanti spettacolo ai quali si potrà assistere fino alla stagione estiva, anche se al momento la programmazione non è stata ancora resa nota, neppure sul sito internet dedicato al teatro vomerese che vanta una capienza complessiva di circa 900 posti tra platea e galleria “.

“ Dopo notevoli lavori di restauro che avevano riguardato principalmente la sala, al fine di adeguarla alle nuove esigenze tecniche e di renderla più accogliente ad una vasta platea di spettatori, il cinema teatro Acacia aveva riaperto i battenti nella stagione teatrale 2005/2006, riprendendo così il suo ruolo di punto di riferimento culturale e sociale dell’intera area collinare partenopea – ricorda Capodanno -. Fino all’anno scorso nelle diverse stagioni si erano alternate compagnie teatrali di tutto rispetto, con artisti come Gino Rivieccio, Francesco Paolantoni, Manuel Frattini, Tullio Solenghi, Sal Da Vinci per ricordarne alcuni. In quest’ultima stagione, invece, lo storico teatro vomerese era rimasto fino ad oggi fermo, aprendo al pubblico soltanto un giorno alla settimana, in occasione della proiezione dei film di un cineforum “.

“ Il Vomero - ricorda Capodanno – è stato sempre considerato ed a giusta ragione la “Cinecittà di Napoli”, visto che agli inizi del novecento proprio nel quartiere collinare si trovavano ben due stabilimenti di produzione cinematografica. La “Partenope film” fondata nel 1910 da Roberto Troncone in via Solimena e la “Lombardo Film” , rilevata da Gustavo Lombardo e da cui sarebbe poi nata la “Titanus”, in via Cimarosa 186. In seguito videro la luce numerose sale cinematografiche a partire dalla prima, l’Ideal, che sorse in via Scarlatti nel 1913. Oggi al posto di quella bellissima sala in stile Liberty, che i vecchi vomeresi ricordano ancora, si trova il megastore Zara “.

“ Ancora agli inizi degli anni ’60 al Vomero si contavano ben dieci sale cinematografiche – continua Capodanno -. Di queste, negli ultimi lustri, hanno chiuso i battenti ben la metà. Oltre al già ricordato cinema Ideal, sono scomparsi l’Ariston in via Morghen, sostituito da una banca, il Colibrì in via de Mura, sostituito da un club fitness, il Bernini, sostituito da un negozio di abbigliamento per bambini e l’Abadir, già Orchidea, in via Paisiello, dove attualmente c’è un supermercato “ .

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