Marigliano: P.u.c. e nuova “Fascia Rossa”

Redazione

Nola è entrata, da pochi giorni, a fare parte della “Zona Rossa” ad alto rischio vulcanico. Cambiano gli equilibri tra i Comuni e gli Ambiti. Una tutela passiva di Nola impone un sovraccarico per il circondario. Il P.t.c.p. è da rifare, non certo da adottare, come vorrebbe la Politica, per puro spot elettorale, in vista delle prossime elezioni.

MARIGLIANO - Alcuni lettori mi hanno chiesto di approfondire la questione P.U.C. con qualche ragguaglio tecnico, invitandomi ad esprimermi con un linguaggio che non sia “da addetto ai lavori”. Non è facile. Tuttavia, alla luce del “diniego” di conformità espresso dall’Ente di Piazza Matteotti, nonché della volontà politica di “tirare dal cassetto” il P.T.C.P. (Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale), cui i P.u.c. dei 92 Comuni napoletani dovranno “allinearsi”, ed essendo operativa la nuova perimetrazione della “Fascia Rossa”, ossia dei Comuni ad altissimo rischio vulcanico, qualche considerazione è d’obbligo. Vi prometto che sarà anche l’ultima che concerne le sorti del Puc licenziato dalla Giunta Comunale del Parlamentino locale.

Procediamo con ordine: il P.u.c.. Diciamocelo francamente: le vere ragioni del mancato parere di “conformità” da parte dell’Ente Provinciale sono due. Quali siano è presto detto: la querelle sui dati Istat in primis, e l’idea (mutuata dalla decaduta proposta di Variante al P.R.G. formulata da Pasquale Miano?) di “superdotare” Marigliano in termini di attrezzature, a danno del verde agricolo, in secundis. Circa i dati Istat, l’Ente Provinciale contesta al Comune di avere pianificato avvalendosi di dati forniti dall’Ufficio Anagrafe Comunale, in luogo di quelli Istat. Anche il cittadino più sprovveduto obietterà: ma un simile dato non è, forse, più rispondente ai reali fabbisogni di Marigliano? Non è, forse, un dato “più scientifico” e rispondente al vero, rispetto a quello Istat, che “tende al valore statistico”? C’è chi obietterà: la legge prevede che ad essere utilizzati, siano proprio i dati Istat!

A parte il fatto
che non mi risulta sia proprio così, provo a fare il seguente ragionamento con l’ausilio di un pallottoliere: ..va bene: rispetto ai valori pubblicati dall’Istat, abbiamo un “delta”, un surplus di vani che renderebbe non congruo il P.u.c.. Apprendo che, a Napoli e Provincia, nel processo di pianificazione urbanistica, un Comune è tenuto ad assorbire una quota di contingente che non sia non superiore al 15% del fabbisogno ascrivibile a quelli a più alto rischio sismico (concetto nato con la Legge regionale n° 21 voluta da Marco di Lello). Per dirla in breve: se faccio un P.u.c. devo considerare il fabbisogno di vani dei comuni ad alto rischio, ove non è consentito realizzarne. Orbene, il Comune di Marigliano, con la propria proposta di piano adottata dalla Giunta e dichiarata “non conforme” dalla Provincia, si sarebbe attestato su una aliquota di vani da destinare alla “fascia rossa” pari al 4,5% del fabbisogno globale occorrente.

Ciò che è singolare, è che detto proposito non andrebbe individuato cartograficamente, ma andrebbe solo relazionato. Vi invito a rileggere con attenzione la delibera provinciale del 21 dicembre scorso. Scusate: ma se c’è un “delta”, una differenza, un surplus di vani, tra i dati Istat e quelli Anagrafici Comunali, perché non assorbire una quota maggiore del 4,5% di contingente da destinare alla “Fascia Rossa”, fino a “sanare” il primo, vero motivo di diniego provinciale? Il re è nudo e si vede! Non è, forse, più equo ed indolore un siffatto “adeguamento” piuttosto che i 50.000 vani che erano previsti nel nolano per accogliere “gli sfollati” provenienti dalla “Fascia Rossa” dai primi “tentativi” di P.t.c.p.!? Al solo scopo di dare un parametro dimensionale, stiamo parlando di almeno 12 quartieri tipo la nostra Pontecitra. Ma, non basta: lo sapete che questo fabbisogno è destinato a crescere? E’, infatti, di questi giorni la notizia che la protezione Civile deve presidiare una fascia ben più ampia di comuni ad alto rischio vulcanico.

Stranamente, adesso ne fa parte anche Nola, mentre la nostra Marigliano è esclusa. Vi allego in calce il link della relativa planimetria.. Gesù! Gesù! Ma vi pare che se lo “Sterminator Vesevo” si inc..za, le nubi ardenti si fermeranno proprio sul confine di Marigliano?! Boh! Misteri della Politica! Ma torniamo al secondo motivo di “non conformità” del P.u.c. mariglianese: lo strumento ha previsto una dotazione di attrezzature maggiore di 18 mq/ab! Ora, dico io: posto che la legge principe di pianificazione urbanistica (D.I. n°1444 del 2 aprile 1968) stabilisce che, per ogni cittadino vi debbano essere ALMENO 18 mq di attrezzature, il che è un incentivo per i Comuni a dotarsi, che so, di 36, 50 mq di attrezzature per abitante, come fanno nelle cittadine a misura d’uomo, perché la Provincia esprime un dissenso?! E’ presto detto: tale intento fagociterebbe i fondi previsti a verde agricolo dal Ptcp. P.t.c.p. che, attenzione: al momento NON c’è, e ripeto: NON c’è!! Il ragionamento della Provincia può essere condivisibile. Ma tale disquisizione poteva essere oggetto di “prescrizione”, non già di “diniego”, tanto, si sa che un P.u.c. DEVE essere, poi, adeguato al P.t.c.p, se c’è! Non verrebbe, così, gettata via l’acqua santa con il bambino. Già, “prescrizione”(!) e non “diniego”! “Prescrizione”, come ha fatto la Provincia, che so, per il P.u.c. di Brusciano.

Un P.u.c., quello di Brusciano, voluto anche con la spinta e con i suggerimenti dell’Opposizione. Infine, il P.t.c.p.. Ho appreso con stupore che la Provincia e la relativa Direzione Urbanistica avrebbero “congelato” i grafici del Ptcp che fotografa la situazione dei 92 Comuni della Provincia di Napoli all’anno 2007. Poi, si sa, ci sono voluti due anni per la relativa adozione del 2009. Sarebbe proprio quello, il tanto atteso parto con doglie della recente Amministrazione Provinciale? Senza voler indossare alcuna “casacca”, ho avuto modo di scrivere all’assessore Marcello Taglialatela che un simile atto di “copia e incolla” sarebbe un delizioso assist ai Partiti di Sinistra e un dovuto riconoscimento all’arch. Moccia, che di quel Piano è il padre naturale. Francamente, pur senza alcuna preferenza partitica, (per carità !), non capirei questo forzuto “spot di efficienza”, che porterebbe la Giunta di Piazza Matteotti a tirare “fuori dal cassetto” un piano già vecchio di 5 anni, proprio a ridosso delle elezioni politiche.

Un P.t.c.p. veramente “partecipato” come si sbandiera oggi, ai 4 venti? Vi sfido; sfido innanzitutto i nostri amministratori: quanti di Voi che mi stanno leggendo sanno come il Ptcp, che si vorrebbe licenziare, intenda assorbire nel nolano il fabbisogno di alloggi popolari in quota alla, or ora, ampliata “Fascia Rossa”? Adesso che Nola è parte dei comuni a rischio, la relativa, precedente quota di alloggi popolari, graverà ancor più su Marigliano? Ma soprattutto: se Nola è entrata, da pochi giorni, a fare parte della famiglia di Comuni della Zona Rossa, quello che, finora, era stato fatto per il P.t.c.p. è assolutamente da RIFARE e da RIPARTECIPARE! Fossi uno dei Sindaci del Nolano non esiterei un solo attimo a diffidare, in tal senso, l’Ente Provinciale. Concludo: non ne posso più! Meglio avere regole non condivise dalle forze politiche che NON AVERE REGOLE!

Nino Serpico architetto


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