Marigliano, date un posto di lavoro a mio marito

Redazione

Riceviamo e pubblichiamo

 MARIGLIANO - Carissimi lettori,per me è già un regalo l’attenzione che qualcuno di voi porrà alle parole che sto scrivendo. Mi chiamo Maria, ho cinquanta anni, sono sposata con Giuseppe da ventotto anni, ho un figlio di ventisei anni che per noi è il nostro angelo custode. Abbiamo condotto da sempre una vita dignitosa e rispettabile, abbiamo apprezzato tutto ciò che il Signore ci ha dato giorno dopo giorno, attimo dopo attimo, abbiamo donato con amore tutto ciò che potevamo a coloro che ne avevano bisogno, abbiamo dato affetto, aiuto morale, materiale e fisico, però da qualche anno, con grande dolore, questo aiuto non siamo più in grado di dare, ma speriamo di riceverlo.

Da più di quattro anni mio marito non ha più un lavoro, mio figlio ha un impiego part-time ed io, che da sempre ho scelto di prendermi cura della famiglia, adesso che cerco un lavoro dignitoso, trovo ben chiusa la porta del mondo lavorativo. La notte è il momento migliore della mia giornata perché ogni mattina al sorgere del sole si risvegliano tutti i nostri problemi della vita quotidiana: bollette da pagare, tasse insolute, farmaci da acquistare, scadenze di pagamento e tantissime altre spese da affrontare e tutte senza speranza di poter saldare.Abbiamo imparato a fare a meno di cibo di qualità, di piccole distrazioni, di partecipazioni a feste ed inviti, ma non solo, abbiamo imparato anche ad asciugare le lacrime dai nostri occhi ed a rimandarle dentro di noi perché molti invece di donarci un sorriso ci inducono con i loro comportamenti a vivere questa nostra caduta economica con colpa e vergogna, ma io mi chiedo : “ colpa di chi? Vergogna di che cosa ? “.

Punti di riferimento più non abbiamo ed io credo che i punti di riferimento sono come difese immunitarie per ognuno di noi al mondo. Natale oramai è quasi giunto, festa di pace, d’amore, di famiglia, di solidarietà, di condivisione, di aiuto al prossimo, ma per noi sarà soltanto un Natale di fede. Nessuno può dare giorni alla nostra vita, ma con un po’ di bontà ed affetto si può dare vita ai nostri giorni ed è questa la mia speranza. Il regalo che vorrei trovare quest’anno accanto alla Grotta Santa è un’offerta di lavoro per mio marito che oramai da tempo ha smesso di sperare cadendo nella sconforto ed io con tanta sofferenza in cuore spero ancora, che chissà dove, ma qualcuno ci sarà che potrà salvare la mia famiglia da questa lenta fine. A tutti buon Natale, guardiamoci intorno e dietro di noi e se possiamo curiamo le sofferenze degli altri donando un abbraccio ed una parola di conforto. I soldi per noi non sono mai stati importanti, ma “ oggi “ con i soldi si vive e noi non ne abbiamo più e non viviamo più! Ancora buon Natale!

Maria Serpico


NB:

Se c'è qualcuno che può aiutare la signora Maria, può contattare la redazione

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