Pomigliano, Cgil al sindaco: guardare al futuro

Redazione

 POMIGLIANO - Continua la polemica tra il sindaco di Pomigliano e la CGIL pomiglianese- nolana. Alle dure parole del sindaco Lello Russo  risponde con altrettanto durezza la CGIl con il suo rappresentate Salvatore Velardi.

"Ha ragione il sindaco di Pomigliano a sostenere che "su determinate questioni non c’è da scherzare".
E infatti quando si tratta di lavoratori, di condizioni di lavoro, di discriminazioni, di sentenze della magistratura, di crisi economica (che pesa sulle spalle di cittadini, lavoratori, pensionati, giovani e disoccupati) non c'è affatto da scherzare!

Non comprendiamo, proprio per questo, il nervosismo del sindaco alle critiche da noi avanzate, venerdì scorso.
Tralasciamo alcune cadute di stile alle quali non intendiamo, in alcun modo, dar peso.
Non comprendiamo (probabilmente per nostri limiti "genetici") come mai alle nostre osservazioni preferisca rifugiarsi nei ricordi storici degli ultimi anni. Siamo abituati a ragionare sulle questioni quando esse si presentano e, di volta in volta, esprimiamo le nostre opinioni e le nostre valutazioni. Vogliamo esser certi che il sindaco ce lo consentirà. D'altra parte ognuno ha i suoi trascorsi (in alcuni casi gloriosi, in altri molto meno).
Per parte nostra preferiamo restare al presente e, soprattutto, guardare al futuro. Non avremo alcun problema (come abbiamo già fatto in tante occasioni) a valutare positivamente l'operato degli amministratori (di qualunque colore) quando lo riterremo utile e positivo per i cittadini e per i lavoratori, come invece giudicheremo negativamente gli atti, le decisioni e le dichiarazioni assunte quando avranno su di loro ricadute negative.

Ma torniamo alle critiche a cui il sindaco non risponde.
Abbiamo ritenuto sbagliate e isolate le sue valutazioni sull'atteggiamento del dott. Marchionne che minaccia di licenziare 19 lavori a seguito della seconda condanna della magistratura per discriminazione nei confronti degli iscritti alla Fiom Cgil. Due sentenze (che consigliamo di andare a leggere) emesse da magistrati diversi che hanno tratto le medesime conclusioni: utilizzando la sua stessa ironia del sindaco forse si tratta di un "complotto" della magistratura contro Marchionne.

Abbiamo condiviso ed apprezzato le parole equilibrate e sofferenti del Vescovo di Nola, di don Aniello Tortora, di don Peppino Gambardella. Parole che hanno richiamato tutti alla responsabilità, a guardarsi negli occhi, e ad affrontare serenamente i problemi senza "guerre ideologiche e/o scontri di classe", come invece il dott. Marchionne sembra preferire. Invitiamo il sindaco a leggere attentamente la lettera della Segretaria Generale della Cgil, Susanna Camusso, al Corriere della Sera. Offre spunti di grande interesse che meriterebbero di essere colti ed approfonditi.
Eppure di fronte a tutto ciò il sindaco continua a gettare benzina sul fuoco con le sue dichiarazioni ed i suoi interventi. Abbiamo osservato che compito di un sindaco di una comunità importante come quella di Pomigliano dovrebbe essere quello di favorire la massima coesione possibile. Purtroppo assistiamo alla scelta (consapevole?) di ricoprire un ruolo di rottura. Favorisce ed alimenta, di fatto, lo scontro sociale.
A suo dire, inoltre, "come si vocifera" , la Fiat potrebbe lasciare Pomigliano. Prendiamo atto della sua retromarcia e di aver derubricato la cosa a semplice "deduzione" del tutto personale, nonostante le smentite del dott. Marchionne: forse il nostro sindaco ritiene le dichiarazioni dell'AD di Fiat non del tutto credibili.

Su tali importanti questioni, che valgono il futuro di un intero territorio, ognuno è legittimato ad avere le proprie opinioni.
Ci saremmo aspettati, però, una presa di posizione del sindaco molto forte contro un'ipotesi del genere. Avrebbe ricevuto il nostro appoggio.
Comprendiamo il nervosismo del sindaco: attraversa un momento difficile. Il malessere dei cittadini di Pomigliano si tocca con mano: la crisi (non solo economica) che la Città sta attraversando, il venir meno di certezze passate, che ne facevano una delle realtà più avanzate del Mezzogiorno, imporrebbero al sindaco ed alla sua giunta uno sforzo progettuale che, evidentemente, non riescono a compiere. Ne prendiamo atto, ma non ci fa piacere.
Infine vogliamo assicurarlo che è nostra ferma intenzione proseguire "nell'intrusione", come lui la definisce, ogni qualvolta cittadini, lavoratori, giovani, disoccupati e pensionati vengono colpiti o danneggiati da atti o dichiarazioni che riteniamo sbagliate e dannose.
Vogliamo, però, anche tranquillizzarlo: non siamo mossi da "furori ideologici" di alcun tipo e ci attendiamo la stessa cosa da lui. Come è nostra abitudine ci confronteremo (o ci scontreremo) sulle cose e sui fatti".

 

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