Anziani, persone da comprendere e rispettare

Redazione

MARIGLIANO - “Con il termine anziano ci si riferisce a persone in età prossima al termine della vita dell’età media degli esseri umani, l’ultima parte del ciclo vitale umano, altrimenti detta vecchiaia. Le persone anziane hanno limitate capacità rigenerative e sono più vulnerabili a disturbi psichici, malattie e sindromi rispetto agli adulti”.

L’enciclopedia Wikipedia fa un quadro realistico e corretto della terza età sulla base di studi della comunità scientifica. Chi opera nel settore sociale con soggetti deboli dovrebbe sapere che gli anziani, così come anche i bambini, fanno parte delle categorie più a rischio e svantaggiate e che soprattutto quando vedono irrompere nella loro quotidianità soggetti diversi, iniziano a manifestare segni di disagio e di ansia, che sfociano in comportamenti talvolta incontrollati.

Dire che i comportamenti delle persone anziane vanno oltre la decenza mette in discussione ed annulla completamente gli studi sulla terza età. Affermazioni del genere non sono ammissibili neanche quando escono dalla bocca di persone comuni, figuriamoci quando a dichiararle sono persone che operano con soggetti altrettanto deboli come gli immigrati. Diventano in questo caso addirittura inaccettabili.

Gli anziani devono aprirsi alle diversità? Non sono dei giovani e per loro sfortuna, chiusi come sono nella realtà locale, probabilmente non sono riusciti ad allargare i loro orizzonti culturali. Cosa è stato fatto per loro? Cosa è stato fatto per aprirli a questa convivenza? Chi finora gli ha consentito l’uso esclusivo del centro facendogli adesso percepire la sensazione di volerglielo sottrarre?
Gli anziani sono convinti, a torto evidentemente, che qualcuno voglia sfrattarli. E’ questo quello che si sentiva dire quando con un’azione di forza sono stati apposti lucchetti e catenacci.

Nessuno è mai entrato dalle pagine di questo giornale nella guerra di leadership tra “immigrati e anziani”, o meglio poveri contro poveri. Ciò che invece si metteva in discussione era la mancanza di un’ordinanza, di un atto formale, che giustificasse il comportamento di un sindaco, oltretutto dimissionario, che ha agito non in modo istituzionale.

Anche i profani sanno che per sfrattare da una struttura pubblica concittadini, anziani per giunta, che hanno il regolare permesso ad usufruirne, bisogna effettuare dei precisi passaggi burocratici, altrimenti si rischia di sfociare nel reato di abuso di potere. In quanto all’Associazione Nova Koinè, l’invito che possiamo farle è di estendere la chiara sensibilità mostrata verso gli immigrati, a tutte le categorie svantaggiate, come appunto gli anziani.

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