Marigliano, Marilianum resiste

Redazione

Nonostante gli attacchi dell'edilizia selvaggia, Marigliano abusata , a singhiozzi, urla la sua storia

MARIGLIANO - Sotto l'intonaco, coperti da spessi calcinacci, emergono paramenti lapidei della Torre di difesa e di avvistamento.
L'antica piccionaia è una delle emergenze storico-architettoniche più importanti del centro storico di Marigliano. La Torre medioevale, detta anche “Torre di Padule”, ubicata in via Giannone, è a base quadrata e si sviluppa su 3 livelli. Fu realizzata nel Medioevo come luogo di avvistamento e di difesa e probabilmente presentava in origine un rivestimento tutto in piperno, come fanno intuire i ritrovamenti avvenuti.

Nel seicento, come testimoniano i numerosi fori che la sormontano, era utilizzata come colombaia ad opera dei duchi Mastrilli. L’importanza di questa Torre è confermata anche dal toponimo locale, che ha denominato la contrada in lingua vernacolare “ ’Mpizz’ ‘a Torre”. Adesso basse costruzioni in cemento armato hanno preso il posto delle antiche stalle deturpando uno dei luoghi simbolo della città. Intanto in mancanza di un piano di recupero e di politiche di tutela del patrimonio demoetnoantropologico era stata condannata all’oblio.

In questi giorni però la storia è riaffiorata confermando l'incredibile bellezza di questa città ricca di contraddizioni dove il degrado urbanistico e l'indifferenza convivono con l'antichità che fatica a sopravvivere stretta com'è tra cemento selvaggio e noncuranza. Troppo il disinteresse e le mire speculative che ruotano intorno ai beni culturali mariglianesi e dell'intero nolano. E' veramente rammaricato il docente di topografia antica dell'Università Suor Orsola Benincasa, Pierfrancesco Rescio, che sta conducendo delle dure battaglie a sostegno della memoria storica e dell'identità della nostra terra.

"E' veramente vergognoso il quadro disastroso che emerge in questo settore a Marigliano". Solo Rescio contro tutti, solo come le Associazioni che in questi anni hanno consentito di tutelare il patrimonio storico cittadino e che in qualche caso hanno dovuto assistere inermi ad abbattimenti clamorosi come quelli di palazzo Letizia, di palazzo Montagna, di palazzo Bonazzi di Sannicando, di palazzo Di Pinto e di villa Attena. Nonostante le denunce debitamente depositate presso gli organi competenti nessuno ha fermato gli scempi.

La Mariluanum scompare giorno per giorno sotto i colpi dell'edilizia selvaggia. Interventi distruttivi e invasivi privi persino dei pareri degli organi ministeriali competenti quali la Soprintendenza hanno sempre la meglio a Marigliano. Non vogliamo credere che non ci sia speranza. Il ritrovamento lapideo 'M Pizz' 'A Torre" conferma che vale la pena di combattere e di resistere. Non deve mai più capitare che il basolato venga asportato per creare dei parcheggi a pettine al servizio di un condominio edificato sulle ceneri di palazzo Montagna sul suolo pubblico.

Questa è arroganza e prendere in giro le istituzioni. Chi ama l'arte denuncia anche interventi arbitrari nella Collegiata dove un fonte battesimale è stato spostato in altro luogo della chiesa e montato male. Sempre grazie a persone che si sono esposte in prima persona a Marigliano è ritornato il ciborio del
Verna e il quadro di Tobiolo. .

 

 

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