L'Altra Mariglianella : lettera aperta al sindaco e ai mariglianellesi

Redazione

Riceviamo e pubblichiamo

MARIGLIANELLA - Dai numerosi comunicati stampa che l'amministrazione Di Maiolo emana sui portali web, l'immagine di Mariglianella che ci viene propinata è quella di un'isola Felice (mi si perdoni il voluto maiuscolo). Sembra che in questa ridente cittadina di circa 7000 abitanti della provincia nord-est di Napoli funzioni tutto perfettamente. La vita politica è partecipata, i giovani non hanno nessun problema a trovare lavoro, gli anziani non si annoiano mai (alle prese con le molte iniziative dedicate a loro dall'amministrazione), le famiglie portano i bimbi a giocare nelle aree verdi cittadine, le iniziative culturali coinvolgono ogni volta centinaia e centinaia di cittadini.

Ancora, il servizio idrico e fognario è super-efficiente, la sicurezza dei cittadini non è mai stata in discussione, l'aria che respiriamo è decisamente salubre.
A questa narrazione della vita mariglianellese proposta dal sindaco e dai suoi galoppini urge contrapporne un'altra; lascerò tuttavia che siano i cittadini a giudicare quale delle due si avvicini maggiormente allo stato delle cose.
E allora comincerò dall'ambiente: la bonifica del mostro Agrimonda non è mai arrivata e la vasta mobilitazione cittadina non ha trovato risposte nell'amministrazione se non in un'iniziativa di facciata quale è stata l'istituzione di un comitato di studi del problema. Eppure il problema lo si studia da quasi diciott'anni e non si capisce come mai, il sindaco, insieme con il suo politico di riferimento, che siede addirittura nella maggioranza parlamentare alla Camera dei deputati, non abbia ancora fatto nulla di concreto per restituire un'aria salubre, bene comune di tutti, ai propri cittadini.
Analizzando il fronte della cultura, voglio essere subito chiaro: manifestazioni come quelle organizzate per consegnare premi a studiosi o pseudoartisti della zona non contribuiscono alla crescita culturale dei ragazzi e dei cittadini che avrebbero invece bisogno di tutt'altro. Una biblioteca, ad esempio. Un teatro (a proposito, ma i fondi per l'auditorium che avevate ottenuto mentre eravate in campagna elettorale sono magicamente spariti?), una sala cinematografica. Servono strutture che permettano ai cittadini di interagire culturalmente, e non di recepire passivamente una rassegna di celebrazioni fine a se stessa e alla bella faccia dell'operato del sindaco.

Stendiamo un velo pietoso poi sull'urbanistica e i lavori pubblici. Ogni volta che piove Mariglianella diventa una laguna, è chiaro che il servizio fognario non regge più l'enorme quantità di nuove costruzioni. Ogni spazio lasciato imprudentemente vuoto diventa in pochi mesi occupato da nuovi palazzi. Le conseguenze sono soltanto negative per una cittadina, una volta tranquilla, frastornata dal traffico di automobili e invasa dall'acqua ogni qual volta scende una goccia in più dal cielo. Le conseguenze sono positive soltanto per quei costruttori che vedono il proprio portafoglio gonfiarsi sempre di più, infischiandosene della cittadina intera che (paradossalmente) governano.
Un'amministrazione che non ha redatto un piano commerciale, che ha le idee molto confuse sulle zona industriale, non ha evidentemente a cuore lo sviluppo economico della nostra cittadina.

Ed ora, toccherò i tasti più dolenti. A dispetto di quello che dice il sindaco, esiste a Mariglianella, complice la crisi economica e le scelte scellerate delle istituzioni governative a tutti i livelli degli ultimi centocinquanta anni, un disagio sociale senza precedenti. E mi dispiace che il sindaco abbia dovuto provarlo sulla propria pelle, trovandosi parte del suo ufficio incendiato da una persona che, come tanti nel paese, non riesce ad andare avanti. Voglio analizzare con freddezza l'accaduto. Parto dal presupposto che, al di là di eventuali problemi psichici (utilizzati spesso ad hoc per mascherare gesti consapevoli) chi non ha più niente, non ha nulla da perdere. E per quanto sbagliato sia stato il gesto (la violenza è da condannare a prescindere), mi sento di solidarizzare con quest'uomo, che già emarginato dalla propria situazione di povertà, sarà da oggi in poi ancora più solo e vittima di esclusione sociale. Rabbrividisco invece leggendo le dichiarazioni del sindaco: “Sono veramente senza parole, ho sempre aiutato questa persona”. Caro Felice, forse non hai capito che i tempi della logica del “piacere” sono finiti da un pezzo. Avresti aiutato seriamente questa persona e tante altre, se, invece di aumentare le tariffe di IMU (al massimo) e IRPEF (raddoppiata), di votare a favore dell'aumento GORI, e di non opporti all'aumento dettato dalla Provincia (anch'essa governata dal tuo stesso colore politico) della TARSU, avresti esentato le famiglie indigenti dal pagamento delle odiose tasse, aumentando invece le tariffe solo a coloro (che a Mariglianella sono pochi, ma ci sono) che hanno una situazione reddituale molto florida. Lo spiacevole episodio avvenuto l'altra mattina è quindi, mi dispiace fartelo notare, figlio delle tue scelte.

Causa e conseguenza del disagio sociale è quello che riguarda poi più particolarmente da vicino i giovani. Caro sindaco, ti sei mai chiesto cosa fanno i giovani a Mariglianella? Ti rispondo io. I giovani a Mariglianella ci dormono soltanto. I giovani scappano. Non hanno prospettive, non hanno lavoro, non hanno strutture per divertirsi, non hanno luoghi per istruirsi ed informarsi. Non hanno stimoli. Oppure restano. E fieri ed impettiti, attraversano le strade della città, si fermano in piazza, nella migliore delle ipotesi a non fare nulla; nella peggiore, e ne è testimone l'escalation di violenza e microcriminalità degli ultimi anni, si organizzano in bande, si dedicano allo spaccio e ad altre attività nefaste per se stessi e per la cittadina tutta. Il loro maggiore divertimento è scarrozzare a tutta velocità con i propri mezzi, mettendo a rischio la sicurezza e la tranquillità di tutti i cittadini, determinando un aumento esponenziale dell'inquinamento acustico. Caro Felice, anche la responsabilità di tutto ciò cade sulle scelte di chi, volente o nolente, governa da dodici anni ininterrotti Mariglianella e non ha mai trovato una soluzione al disagio giovanile.
D'altronde a Mariglianella, i giovani non hanno interesse a cambiare lo stato di cose presenti. Lo dimostra il fatto che i giovani eletti in consiglio comunale fanno soltanto da prestanome al proprio papà, grazie a cui ottengono tanti voti, non avendo né reali capacità né interesse a migliorare la cosa pubblica mariglianellese. Gli altri giovani, quelli capaci davvero, o scappano dal paese, o vengono intrappolati dalle logiche del clientelismo, della passività e del fatalismo. Nulla si può cambiare. Lo stato di rassegnazione è allarmante, l'emigrazione è d'obbligo: “trovare un lavoro” è un'ossessione che non può essere guarita a Mariglianella.

Per questo motivo credo che il futuro di Mariglianella sia nelle mani dei quarantenni e dei cinquantenni, ossia di quelle persone che, avendo già un lavoro e una famiglia, hanno deciso di stabilirsi definitivamente qui e voler cambiare volto alla nostra cittadina. Per il futuro dei propri figli, per non costringere loro a scappare come è fuggita l'ultima generazione di giovani. Chiedo a costoro, a chi è interessato davvero nel cambiamento dello stato di cose presenti di voltare pagina.
Chiedo a queste persone di smetterla con l'etica del profitto a tuttii costi, che bistratta la maggior parte delle persone, che uccide la cultura (con la quale “non si mangia”), che ammazza i sentimenti, che aggredisce la solidarietà sociale favorendo un bieco individualismo. Bisogna smetterla con la negazione del dissenso: la politica è di tutti, di cosa si ha paura quando si nega ai cittadini che hanno fatto regolare richiesta di filmare i consigli comunali?

Alla base di questo cambiamento deve esserci una nuova concezione di politica. Una politica che non consideri le persone come voti, ma che consideri concretamente i sogni e i bisogni dei propri cittadini. Una politica che, a fronte dell'evidente fallimento della democrazia rappresentativa, poggi su una vasta partecipazione dei cittadini, che devono finalmente deliberare e non subire decisioni. Una politica che si allontani definitivamente dal modello del “piacere” che ha rovinato il nostro Sud. Una politica che rifiuti esplicitamente l'edilizia selvaggia, che deturpa il paesaggio e violenta il territorio. Una politica attenta ai beni comuni, e che sia essa stessa un bene comune.
Caro Felice, per concludere non invocherò le tue dimissioni. So quanto sia inutile, nonostante sappia anche che tu stesso sei consapevole del degrado in cui versa il paese, ci tieni troppo alla tua “poltrona” per lasciartela scappare. Chiedo invece ai cittadini tutti di mobilitarsi, per rovesciare la tua fallimentare amministrazione prima e di portare avanti una nuova concezione di politica che sia autenticamente popolare poi. Solo così Mariglianella potrà ridestarsi dal sonno in cui è sprofondata, solo in questa maniera i cittadini potranno finalmente rivendicare la propria cittadinanza e vivere in un'Altra Mariglianella, radicalmente diversa da quella che tu hai contribuito a creare.


Carmine Conelli
coordinatore comitato civico “L'Altra Mariglianella”

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