Il Giudice rigetta l' istanza di sfratto per il Sancarluccio

Redazione

Direttore artistico: " adesso è il momento per la città di Napoli di essere vicino al nostro teatro visto che le istituzioni ci hanno abbandonato da tempo". Verdi Ecologisti e Simioli: " abbiamo fino al 28 novembre per scongiurare la chiusura definitiva".

NAPOLI - "Almeno fino al 28 novembre prossimo il Sancarluccio è salvo. Infatti - dichiarano il commissario regionale dei Verdi Ecologisti Francesco Emilio Borrelli e lo speaker radiofonico Gianni Simioli che da tempo si battono per salvare lo storico teatro napoletano - stamane il Tribunale ha rigettato la richiesta di sfratto esecutivo avanzata dai proprietari dell' immobile e rinviato ogni decisione al 28 Novembre prossimo. Per quella data tutti i sostenitori del Sancarluccio devono impeganrsi a raccogliere i fondi necessari a evitare che anche questo piccolo centro culturale che ha dato i natali artistici tra gli altri a Massimo Troisi, Lello Arena, Tony Servillo,Vincenzo Salemme e tanti altri chiuda per sempre.

Ci farebbe piacere vedere in prima linea in questa battaglia tutti gli attori ed i registi che hanno esordito in questo spazio tetrale destinato altrimenti a diventare l' ennesimo negozio di mutande nello spazio di pochi metri. Già alcuni imprenditori napoletani come Vincenzo Bonino e Gino Sorbillo hanno annunciato di nuovo un loro intervento ma in un momento di crisi come questo dobbiamo essere tutti noi anche con pochi euro a sostenere uno degli ultimi teatri sperimentali napoletani".

"Non avevamo più speranza - spiega Egidio Mastrominico direttore artistico del Teatro - ed invece stamane, anche grazie al nostro avvocato Nino Masucci, è avvenuto un piccolo miracolo. Noi vogliamo continuare a svolgere la nostra attività con sacrificio e dedizione ma il fitto dell' immobile è aumentato troppo negli ultimi anni proprio in contemporanea con la crisi economica. Le istituzioni ci ignorano ma io credo sia un delitto lasciar morire un teatro che ha oltre 40 anni di storia e che hanno fondato i miei genitori, Franco Nico e Pina Cipriani, per amore dell' arte e della nostra città. Chiedo ai tanti angeli che esistono a Napoli di aiutarci a far sopravvivere questo piccolo ma inportante presidio culturale".

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