Inimicizie e rivalità tra Nola e Napoli

Mauro Romano

La risposta più bella è stata data ieri dai giovani di Nola che spontaneamente, hanno trasportato i gigli che erano rimasti fermi lungo il percorso, cantando tutti insieme l’inno di San Paolino, hanno voluto allineare come da tradizione i Gigli davanti al palazzo di Città.

È una storia infinita quella fra Nola e Napoli, è l’inimicizia forse più sentita a Nola. Secoli di lotte, ripicche ed incidenti si sono tramandati di generazione in generazione, quasi esclusivamente per tradizione orale e scritte, infatti, la documentazione sulle origini di questa rivalità è alquanto documentabile.

Le prime menzioni di detta contesa ci perviene addirittura da Cicerone nel suo “De Officiis” e da Valerio Massimo nel “Memorabilia” facendo riferimento alla disputa tra le città di Napoli e Nola per il possesso di alcuni terreni tra le due città posti alle falde del monte Vesuvio.

Il Senato romano mandò come arbitro Quinto Fabio Labeone il quale decise di non modificare i confini già tracciati e di destinare quella fascia di territorio alla diretta amministrazione di Roma. In ragione di ciò l'area prese il nome generico di “Campus Romanus”, toponimo che ancora oggi si riflette su questi territori. Dopo la guerra sociale del 90 a.C. Roma si assicurò il dominio di tutta l'antica Campania destinando definitivamente la zona del Campus all'amministrazione della colonia Augusta Felix Nola.

Da allora l’area venne divisa tra le più importanti famiglie romane che ne fecero un luogo di villeggiatura come testimoniato da numerosi resti di ville suburbane ma anche un attivo posto commerciale costellato di aziende agricole. Le cronache più recenti e legate più specificatamente alla Festa di San Paolino, ci raccontano di risse avvenute quasi sempre per futili motivi legati alla eterna rivalità.

È Mario Patanella che ci racconta di un avvenimento scandaloso avvenuto nel lontano 1929, quando in Piazza Marco Clodio Marcello due Gigli si affrontarono capitanati rispettivamente da Raffaele Spampanato detto “Ciccorusso” con il Giglio del Bettoliere paranze Nolana e dalla Barrese della dogana di Napoli, arrivarono al punto tale che le assi portanti quasi si toccassero, ad un certo punto sfilarono i “varrielli” e successe l’ira di Dio.

I due gigli furono fermati dalle autorità di polizia e lì, rimasero fermi per tutto il tempo della processione, successivamente, il Sindaco dell’epoca diede l’incarico a Giulio Cortino altro capoparanza di trasportare i due gigli in Piazza Duomo. Negli anni cinquanta altri episodi più o meno simili si verificarono sia a Nola che a Barra.

Nel 2002 a Barra, altro episodio increscioso dove la paranza Nolana di Nicola Tronchese, per tutta la giornata subì una serie di aggressioni verbali e lanci di oggetti vari. Quello di oggi,  è stato sicuramente forse il più grave nella storia della Festa dei Gigli, si è quasi sfiorata la tragedia con lanci di bottiglie e bastoni.

A questo punto occorre una ferrea attenzione da parte delle istituzioni, ed una maggiore prevenzione, la Festa dei Gigli a Nola, è particolarmente cresciuta negli ultimi tempi, l’estrema diffusione avvenuta nell’interland napoletano, porta nella Città oltre 50 mila persone, distribuiti lungo il percorso e le strade strette di Nola. Alcuni punto risultano estremamente pericolosi come giù alle “Carceri”, all’incrocio di Via S. Paolino proprio dove è avvenuto il fattaccio, ed il vicolo Piciocchi.

Per il riferimento alla  “Camorra” nella festa dei gigli a Nola, ci sentiamo di ribadire ancora una volta che questo fenomeno malavitoso non ha toccato ancora la nostra festa, certamente, non possiamo escludere che ci possa essere un tentativo di mettere le mani su questa antica manifestazione popolare. Insieme a tutte le istituzioni, anche noi saremo attenti come società civile a far sì che ciò non avvenga.

Basta guardare l’assegnazione dei nuovi Maestri di Festa per capire che la Camorra non abita qui, è altrove dove si deve cercare e vedere. Per la candidatura UNESCO la città di Nola nonostante questi odiosi episodi, ha tutte le carte in regola per divenire patrimonio mondiale dell’umanità, non potranno, pochi facinorosi ubriachi, a minare un progetto che dura da oltre sei anni e che ha visto le numerose istituzioni e le comunità di quattro Città Italiane abbracciarsi e camminare insieme sotto il segno e il nome dei propri Santi Protettori.

La risposta più bella è stata data ieri dai giovani di Nola che spontaneamente, hanno trasportato i gigli che erano rimasti fermi lungo il percorso,  cantando tutti insieme l’inno di San Paolino, hanno voluto allineare come da tradizione i Gigli davanti al palazzo di Città.

Il Presidente dell’Associazione - Antonio Napolitano

“LA CONTEA NOLANA”

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