Vietato l' ingresso ai cani e ai disabili

Redazione

Disabile incatenata fuori il presidio asl Napoli 1 di C.so Vittorio Emanuele impossibilitata ad entrare a causa delle barriere architettoniche e degli ascensori guasti da settimane espone un cartello con su scritto: " Vietato l' ingresso ai cani e ai disabili". Verdi Ecologisti: " persone entravano ed uscivano dal presidio piangendo". ( foto )

NAPOLI - Si è incatenata come aveva promesso all' ingresso del Presidio Sanitario del Corso Vitt. Emanuele 690 Brunella Loso , una insegnante gravemente impedita nella deambulazione a causa degli esiti di una poliomelite, che risulta INACCESIBILE da ogni parte a causa della presenza di barriere architettoniche ed in cui l' ascensore è guasto da oltre 15 giorni.

"Ho messo un cartello all' ingresso del mio presidio Asl con su scritto "vietato l' ingresso ai cani ed ai disabili" - spiega la Sig.ra Loso - perchè di fatto è questo il trattamento che hanno riservato alle persone come me. Io mi auguro che il Commissario della Asl si fratturi gambe e braccia per 6 mesi e debba andare come me in una struttura sanitaria con barriere architettoniche e ascensori rotte. Solo facendo una esperienza del genere capirà la mia condizione che è uguale a quella di migliaia di altre persone che non solo soffrono per i problemi di disabilità ma vengono umiliate ed impedite nella fruizione delle strutture sanitarie".

"Le barriere per i disabili, gli ascensori rotti da settimane e anche per mesi - dichiara il commissario regionale dei Verdi Ecologisti Francesco Emilio Borrelli presente al presidio della Sig.ra Loso - fanno capire ai cittadini che per andare in un presidio sanitario bisogna essere in ottima salute ed essere fisicamente preparati a fare molte rampe di scale. Un paradosso tutto della sanità napoletana. Chi permette questo scandalo oltre a commettere un illecito dimostra di non avere cuore".

"Ho visto tante persone anziane e malate gravemente uscire ed entrare da questo presidio piangendo - dichiara il capogruppo di Verdi Ecologisti alla I Municipalità Diana Pezza Borrelli - perchè impossibilitate ad affrontare le rampe di scale. Alcuni si fanno trasportare in braccio o a spalla, sembra di essere tornati indietro nel tempo. Altri sconfortati si rivolgono a visite private spendendo cifre da capogiro. A pensar male si potrebbe addirittura pensare che è tutto organizzato per spingere i pazienti verso la Sanità privata".

 

 

 

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