Marigliano, affido familiare

Nicola Riccio

MARIGLIANO -  L’Amministrazione Sodano ed in particolare l’Assessore alle Politiche Sociali Vincenzo Caprio ha avviato, nello scorso mese di gennaio, una campagna di sensibilizzazione e promozione dell’istituto giuridico dell’affido familiare. Questo percorso ha fatto tappa  martedì mattina presso la sala consiliare del Comune di Marigliano in cui è stato promosso un dibattito alla presenza delle forze sociali locali che , a vario titolo, sono collegate alla tematica alcuni esperti dell’ANCI che si sono resi disponibili a confrontarsi sulle proposte che i Comuni associati nell’Ambito territoriale N12 vogliono mettere in campo in favore dell’affido familiare e a tutela dei diritti dell’infanzia.

L’assessore Caprio, ritenuta tale iniziativa coerente con gli obiettivi del Piano Sociale di Zona triennale ed in funzione della prossima programmazione sociale triennale, ha voluto fortemente questo tavolo tematico. Primo obiettivo consentire agli amministratori e agli operatori sociali locali di effettuare un’analisi della realtà dei nostri territori in ordine agli attuali interventi attivati dalla pubblica amministrazione e dal terzo settore così da tutelare i diritti dell’infanzia e contestualmente avviare un percorso di progettazione condivisa di servizi e interventi sociali finalizzato all’implementazione dell’affido familiare.

Gli esperti intervenuti, il dott. Luca Pacini, Responsabile Area Welfare, Scuola e Immigrazione Anci, la dott.ssa Virginia Costa, Responsabile Segreteria Tecnica Programma nazionale di protezione dei minori stranieri non accompagnati e la dott.ssa Maririna Tuccinardi, Esperta di politiche minorili e rappresentante ANCI alla Cabina di regia affido presso il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali , hanno posto l’accento sulle varie best practice che hanno avuto modo di intercettare durante il loro cammino.

Dott. Caprio, che cos’è l’Affido Familiare?
L’affido familiare è un servizio di aiuto e sostegno creato dal legislatore nell’ottica della tutela dei diritti dell’infanzia, in quanto garantisce al minore, al contrario di altri interventi, il diritto a crescere in una famiglia che possa soddisfare le sue esigenze educative e affettive, in grado di rispettare i suoi bisogni, in riferimento alle caratteristiche personali e familiari e alla sua specifica situazione di difficoltà.

I numeri di questa esperienza nel nostro territorio?
Attualmente, sul nostro territorio, non ci sono particolari casi ed anche a livello regionale non ci sono grosse esperienze di affido familiare. L’obiettivo è quello di riuscire a concertare Comune e Regione al fine di far decollare almeno sul nostro territorio questo tipo di esperienza

Da cosa trae origine la sua spinta?
La mia spinta è nata dall’esigenza di trovare un modo per risparmiare i fondi delle casse comunali . Poi ho avuto modo di scoprire l’importanza dello strumento e quindi l’aspetto finanziario è diventato secondario, perché in primo luogo ci deve essere la garanzia a che ogni bambino possa avere una crescita nelle condizioni migliori.

Quali sono le criticità e le patologie emerse durante il convegno?
La patologia emersa è la mancanza di conoscenza e pertanto è opportuno partire con una campagna di sensibilizzazione ed un’accurata campagna di formazione per le famiglie. Risulta essere fondamentale far loro comprendere che si tratta di un aiuto momentaneo.

Quali saranno i prossimi passi ?
Con gli esperti dell’ANCI concorderemo un percorso formativo indirizzato prima agli assistenti sociali ed alle associazioni del territorio per poi formare , dopo qualche mese, le prime famiglie interessate.

 

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