Nola, i disubbidienti dell'acqua attaccano Comune e Gori

Redazione

Il Comitato Civico per la difesa del diritto all’acqua di Nola attacca la GORI, il sindaco Biancardi e il sen. Sarro sulla questione dei distacchi dell'acqua annunciati

NOLA - S'infiamma la polemica innescata dal comunicato del Comune che invitava la GORI a non staccare l'acqua e a dilazionare i pagamenti dei "disubbidienti". Il Comitato Civico per la difesa del diritto all’acqua di Nola, replica, indignato, al sindaco e alla GORI con un comunicato dove ricorda che in un democratico referendum  27 milioni di Italiani ( di cui circa 17.000 nolani) hanno deciso di avere l'acqua a gestione pubblica. In esso, poi,  fa l'excursus della questione nolana dell'acqua. E pretende, giustamente, che venga rispettato il risultato del referendum. Una piccola tiratina d'orecchi la fa anche a noi per aver usato il termine "morosi". Ne prendiamo atto.


La GORI nei mesi di ottobre e di dicembre ha inviato raccomandate A.R. a molti “disubbidienti” di Nola e frazioni, chiedendo il pagamento di quanto dovuto salvo conguaglio, preavvisando in caso contrario il distacco della fornitura.
Il Sindaco Biancardi e il Sen. Sarro (Presidente dell’ATO3 Sarnese Vesuviano) si impegnarono a risolvere il “caso Nola” (così lo definì Sarro) ed a sospendere sine die i distacchi pur di trovare una giusta soluzione al lungo contenzioso in atto. Vale la pena di ricordare che il Comitato nato spontaneamente alla fine del 2004 si oppone alla GORI perché si batte per l’acqua pubblica, cioè per una gestione interamente pubblica (comunale o consortile), popolare, equa e sottratta alle speculazioni private. Fu allora che i cittadini decisero di boicottare la GORI facendo la disubbidienza della bolletta (gennaio 2005, affollatissima assemblea pubblica nella Casa del Mutilato) e tale deliberato non è mai cambiato, non per questioni economiche o per furbizia ma solo per ottenere di sottrarre “bene comune acqua” dalle grinfie delle multinazionali sostenute da politici di parte e compromessi.
Alle ultime raccomandate della GORI i “disubbidienti” (non ci piace il termine “morosi”) hanno risposto con garbo che tra noi e la GORI non sussiste alcun contratto di fornitura, che non le avevamo mai riconosciuto il diritto-potere di svolgere il servizio idrico nel nostro Comune e che, per questi motivi, avevamo adito le vie legali che si pronunzieranno a breve scadenza, sicché abbiamo invitato la predetta GORI ad astenersi dall’intraprendere qualsiasi azione e dall’intimidire i cittadini fino alle sentenze dei Tribunali aditi.

Copia delle suddette missive sono state recapitate anche al Sindaco Biancardi.
Domenica 26 febbraio il Comitato ha allestito in piazza Duomo uno stand per aggiornare i cittadini sullo stato dell’attuazione dei referendum popolari vinti alla grande il 12 e 13 giugno 2011, chiedendo che il voto di 27 milioni di Italiani (e di circa 17.000 nolani) venga rispettato.
Coincidenza vuole che a due giorni di distanza la GORI si è presentata a casa di alcuni aderenti al Comitato, firmatari delle lettere di risposta di cui sopra, e con arroganza hanno minacciato il distacco dell’acqua, anche intervenendo sulla condotta principale, il che sembra paradossale. Ciò è accaduto mentre il Sindaco è assente per motivi personali ed all’insaputa del Sen. Sarro.

Stigmatizziamo ancora una volta l’atteggiamento provocatorio della GORI ed anche la presa di posizione del tutto fuori luogo del Comune sulla questione che va in direzione opposta a quella indicata dal Sindaco Biancardi e dal Sen. Sarro ed accolta dal Comitato. L’invito alla dilazione e al pagamento rivolto ai disubbidienti nolani su alcuni giornali online viene rispedito ai mittenti con i seguenti interessi:
il Comune di Nola attivi con urgenza ogni procedura per il recupero delle somme indebitamente pagate, dal 2004 al 1° gennaio 2012, in sostituzione della GORI ammontanti ad oltre 1.300.000,oo euro! senza ulteriormente “palleggiare” la questione tra l’Ufficio Tecnico e l’Ufficio Ragioneria, il che sta avvenendo dal settembre 2010 come da opportuna informativa fornita alla Corte dei Conti per danni erariale e danno alla collettività dall’allora Consigliere Comunale di Città Viva Luigi Conventi;

Il Comune si assuma le proprie responsabilità ben sapendo che abitazioni prive di acqua sono non abitabili e come tale è l’Ente Comunale che deve provvedere alla sistemazione delle relative famiglie interessate;
il Comune eviti di prendere posizioni in favore della GORI ben sapendo che non sussiste alcun atto amministrativo che formalizzi l’avvenuta cessione del servizio idrico alla GORI, che le tariffe non costituiscono un’entrata comunale e che la presa di posizione e l’invito al pagamento riveste la fattispecie di un messaggio promozionale gratuito ed estraneo alle funzioni di chi ha sottoscritto il comunicato;
il Comune si informi bene sulle numerose sentenze emesse da differenti Giudici di Pace di Nola in favore di aderenti al Comitato, che condannano la GORI stessa per mancanza di contratto o per “essere l’acqua un bene comune” e pertanto “di tutti” e non di proprietà né del Comune, né tantomeno della GORI.
Ciò detto, il Comitato – di concerto con la rete dei Comitati Civici in ATO3 – porrà in essere tutte le azioni che riterrà opportune nei confronti della GORI e di tutti coloro che ostacolano di fatto l’operato del Comitato teso all’attuazione del risultato referendario popolare.

Comitato Civico per la difesa del diritto all’acqua di Nola

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