Rimossa la protezione per un testimone di giustizia.

Redazione

La camorra ringrazia: ritrovati due bossoli.

La scorsa settimana ho partecipato alla trasmissione televisiva Globuli azzurri in onda sul circuito Lunaset, condotta da Samuele Ciambriello. Ha partecipato seppur telefonicamente con una sua denuncia, Luigi Coppola un testimone di giustizia. Pronta la risposta della camorra alla sua ennesima denuncia. In questi giorni il testimone ha subito l’ennesima minaccia due bossoli ritrovati sulla sua auto. Per la Prefettura Coppola non rischia niente in quanto i suoi “impegni giudiziari sono da tempo terminati” e che le persone da lui denunciate sono attualmente detenute. Intanto arrivano due bossoli e le istituzioni non possono restare a guardare.

Coppola era
un imprenditore di Boscoreale, proprietario di una concessionaria di auto. Da quando ha deciso di denunciare i suoi usurai, la sua attività è stata disertata da tutti, compresi gli amici più stretti. Coppola è diventato noto alla cronaca per aver fatto condannare gli usurai e gli estorsori che lo avevano ridotto all'osso. Grazie alle sue testimonianze sono stati decapitati i clan Pesacane della zona di Pompei e Cesarano di Castellammare di Stabia. Dopo la sua deposizione venne inserito, nel 2002, nel programma di protezione testimoni assieme alla sua famiglia, moglie e due figlie. Solo nel luglio 2007 riuscì a tornare nella sua Pompei. Ora Coppola è solo, vive a casa del fratello, a carico della madre.

Non gli sono state prorogate le misure speciali di protezione e la camorra ha subito apprezzato lasciando il segno: il fratello di Luigi, uscendo di casa, ha notato qualcosa di strano azionando il tergicristallo della sua auto. Due cartucce inesplose, calibro 40. Senza allarmare l'intera famiglia ne ha parlato con Luigi. I due si sono recati presso la caserma dei carabinieri per denunciare l'accaduto. Tre giorni fa, stessa auto, stesso luogo – il parco dove un tempo vendeva auto – analogo ritrovamento. In quell'occasione si trattava di un bossolo esploso. Cos’altro stiamo aspettando? Come sempre nel nostro paese ci sono due pesi e due misure.

I collaboratori ( i cd pentiti) sottoscrivono un "contratto" con lo Stato basato sulla fornitura di informazioni provenienti dall'interno dell'organizzazione criminale in cambio di benefici processuali, penali e penitenziari, della protezione e del sostegno economico per sé e per i propri famigliari. I testimoni invece forniscono la loro testimonianza relativamente all'accadimento di un fatto delittuoso e per tale ragione godono di una protezione da parte degli organi dello Stato appositamente creati. Non dico di trattare allo stesso modo anche sotto l’aspetto economico le due figure che hanno pari importanza nelle questioni giudiziarie, ma almeno di mettere al sicuro anche i testimoni!
Tonino Scala

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