Saviano, esposto per l’esondazione dell’alveo Rosario

Redazione

Depositato dalle Associazioni l’esposto per l’esondazione dell’alveo Rosario. I cittadini invocano un tavolo istituzionale per risolvere l’annosa questione e chiamano in causa la Procura di Nola e la Commissione Ambiente della Regione.

Saviano – Sono stati spediti ieri mattina i quindici plichi contenenti l’esposto delle Associazioni cittadine a seguito dell’esondazione dell’Alveo Rosario, avvenuta lo scorso 6 novembre, che provocò l’allagamento di una intera masseria, mettendo a repentaglio la vita di alcuni abitanti del posto. L’esposto, inviato per conoscenza alla Procura della Repubblica di Nola, alla Guardia Forestale e alla Polizia Provinciale di Nola, contiene una ricca documentazione volta a dimostrare che gli interventi di somma urgenza messi in atto dalla Regione, all’indomani del disastro, sono del tutto insufficienti per abbattere il rischio idro-geologico dell’area, in considerazione del fatto che non è stata prevista la ripulitura di tutto l’asse alveario con la rimozione dei rifiuti in esso contenuti.

“La pulizia degli alvei – dichiara David Aliperti, dell’Associazione Saviano Migliore – è prevista per circa 400 metri dai due punti di esondazione, una misura del tutto insufficiente per poter prevenire ulteriori sciagure, perché esistono altre ostruzioni che non sono state rimosse a valle e a monte delle fratture”. “Ci sono troppe competenze sui Regi Lagni, come in un gioco di scatole cinesi – afferma Gennaro Esposito di Assocampaniafelix – La Regione ci dice che, per legge, compete al Consorzio di Bonifica dover fare la manutenzione ordinaria e la guardania degli alvei, ma noi non abbiamo mai visto nessun ‘guardia-lagno’ nelle nostre campagne, né manutentori per la pulizia degli alvei”. Una situazione kafkiana, con risvolti melodrammatici, se si considera che le competenze sono multiple: Genio Civile, Arpac Multiservizi, Consorzio di Bonifica, assessorato all’Ambiente, assessorato al demanio, al rischio idro-geologico, ai lavori pubblici, e chi più ne ha più ne metta. “Chiediamo alle Autorità competenti l’istituzione di un tavolo tecnico a cui vogliamo essere invitati – continua Gennaro Esposito – proprio per tutelare sia i Regi Lagni che la salute dei cittadini”.

“In quei canali si sversa di tutto: rifiuti solidi urbani, ma anche rifiuti speciali pericolosi, come amianto, asfalto, batterie e prodotti di scarto della lavorazione di industrie tessili, che vengono regolarmente bruciati, con conseguenti esalazioni di diossine e policlorobifenili”. Firmatari dell’esposto la Federazione Assocampaniafelix, l’Associazione ‘Saviano Migliore’ e il neonato ‘Corpo Provinciale Guardie Ambientali ‘Agro Nolano’, che annovera già molti volontari iscritti, tutti animati dalla voglia di tutelare e vigilare un territorio da troppi anni vessato e violentato da imbecilli criminali senza scrupoli, che per i loro loschi traffici ed interessi economici hanno inquinato le nostre terre, le falde acquifere e impestato l’atmosfera di esalazioni tossiche dannose per la salute. I volontari annunciano, inoltre, la richiesta di audizione che sarà presentata al Presidente della Commissione regionale Ambiente, On. Colasanto, per esporre l’intera problematica del disastro ambientale del cosiddetto ‘Triangolo della Morte’ Nola-Acerra-Marigliano.

 

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