Ato3, altri aumenti?

Redazione

NAPOLI -  Il giorno 14 dicembre 2011, presso gli Uffici di Presidenza della Regione Campania, si sono riuniti:
il Presidente della Regione Campania, on. Stefano Caldoro - l'Assessore all'Ambiente, dott. Giovanni Romano - il Direttore dell'Ente d'Ambito Sarnese Vesuviano, ing. Federico Lupoli - l'Amministratore Delegato ACEA, ing. Marco Staderini - l'Amministratore Delegato della GORI, ing. Giovanni Paolo Marati, la CISL Campania (?), d.ssa Lina Lucci, per discutere della situazione debitoria della GORI che, per la sola fornitura idrica, ammonterebbe, alla data del 30 giugno 2011, a circa 120 milioni di euro.
Dalla discussione sembra sia emersa che l'unica possibilità per Gori di proseguire nell'impegno di cofinanziamento per l'adeguamento del sistema fognario nei comuni ricadenti nell'Area di Sarno sarebbe quella di coprire detti investimenti con la tariffa del S.I.I.. Tale ipotesi andrebbe ulteriormente a gravare sul sistema tariffario dell'ATO 3.

Inoltre, nel corso della riunione, si sarebbe anche richiamato il Metodo tariffario previsto dal D.M. 1 agosto 1996 che, per il riconoscimento della remunerazione del capitale, prevede una regolazione a "ricavi garantiti". Una formula che, tradotta in linguaggio comprensibile, dovrebbe significare: capitale di rischio del soggetto privato uguale a zero e profitti certi e stabili.
"Pertanto, il gestore si iscrive in bilancio i ricavi garantiti e se questi non sono assicurati dal gettito prodotto dall'articolazione tariffaria approvata dall'Ente, si generano dei crediti per conguagli tariffari da recuperare attraverso le articolazioni degli anni futuri. Se, quindi, l'Ente non interviene con l‘adeguamento delle tariffe, si produce una carenza finanziaria che determina l'impossibilità di far fronte a tutti i costi previsti dal Piano e, quindi, il corrispondente incremento della esposizione debitoria, in particolare di quella verso i soggetti pubblici e quindi verso la Regione Campania."
Il piano di rientro proposto da GORI prevede, infatti, nuovi ed ulteriori incrementi tariffari finalizzati al pagamento del debito alla Regione Campania. Inoltre non potendosi più rinviare la questione del trasferimento alla GORI delle opere regionali, la cui gestione deve anch'essa essere ricondotta all'integrale copertura dei costi attraverso il sistema tariffario. Il Presidente Caldoro ha convenuto sulla necessità che per affrontare e risolvere i problemi esistenti occorre l'applicazione delle norme vigenti in materia tariffaria.

La Cisl ha offerto la sua disponibilità, non avendo la Gori gli strumenti finanziari necessari per operare (sic!), a fornire le più ampie assicurazioni sull'appoggio di questo sindacato per una soluzione che garantisca un'adeguata (?) copertura tariffaria e chiede, a tal fine, che l'Ente d'Ambito si impegni, in tempi stretti, a convocare i competenti organi deliberanti per assumere gli impegni richiesti.
Il Sen. Sarro, contattato telefonicamente dal Presidente Caldoro, si è impegnato a convocare il CdA dell'Ented'Ambito per gli atti propedeutici da sottoporre all'approvazione dell'Assemblea dei Sindaci, da convocare entro Gennaio 2012.

L'Ente d'Ambito si prepara ad un'ulteriore pesantissimo incremento tariffario? E' sempre più evidente il gravissimo tradimento della volontà popolare espressa nel referendum. E questa volta sarebbe corresponsabile anche la Regione Campania nelle persone del suo Presidente on. Caldoro e del suo Assessore on. Romano.
La Cgil della Zona Nolana invita Associazioni, Partiti, Forze sociali, ecc. a concordare iniziative forti per evitare questo ennesimo, pesantissimo colpo ai cittadini dell'Ambito Sarnese-Vesuviano e per imporre il rispetto delle indicazioni venute dall'esito referendario. Invita, altresì, il Coordinamento dei Sindaci pro/ripubblicizzazione, recentemente formato a Palma Campania, ad intraprendere tutte le iniziative istituzionali e legali necessarie.


Salvatore Velardi

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