Cavalieri e Dame del Santo Sepolcro

Redazione

Ordine equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme: Anastasiano il Preside della neonata sezione Napoli S. Felice. Il sacro rito presieduto dal Vescovo di Nola

Sant’Anastasia – Una solenne cerimonia liturgica di investitura di Cavalieri e Dame del Santo Sepolcro, nella Chiesa San Francesco di Paola in Scafati, ha inaugurato nell’Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme, luogotenenza per l’Italia Meridionale Tirrenica, la nascita della sezione “Napoli San Felice”.

Preside della sezione, che ha giurisdizione sui territori della Diocesi di Nola, è Angelo Giovanni Marciano, cittadino di Sant’Anastasia, promosso al grado di Cavaliere di Gran Croce.
Il rito sacro è stato presieduto da S.E. Rev.ma Gran Ufficiale Mons. Beniamino Depalma Arcivescovo, Vescovo di Nola e Gran Priore della Luogotenenza, in presenza di S.E. Cavaliere di Gran Croce Gen. Avv. Prof. Giovanni Napolitano, Luogotenente per l’Italia Meridionale Tirrenica; di sindaci, rappresentanti delle forze dell’ordine e, per il comune di Sant’Anastasia, dell’ass.re Felice Manfellotto delegato dal sindaco Carmine Esposito.

Don Giuseppe De Luca, parroco di S. Francesco di Paola e neo Cavaliere, ha, inoltre accolto in Chiesa il Comm. Dr. Vincenzo Santonicola, Delegato di Scafati; il Gr. Uff. ing. Nunzio De Falco, Delegato di Nola — S.Paolino; il Cav. Rag. Domenico Cuozzo, Delegato della Delegazione Vergine Maria dell’Arco; il Cav. Ciro Fiore; il Comm. Luigi Piemonte e molti altri appartenenti all’Ordine Equestre.

La Chiesa gremita ha assistito alla particolare processione di ingresso dei cerimonieri, cavalieri, scudiero, cavaliere vellissifero, chierici, sacerdoti, luogotenente e membri del Gran Magistero, nonché al suggestivo cerimoniale col quale sono stati nominati 18 Cavalieri e due Dame. Il Vescovo ha ricordato ai Cavalieri, investiti col rito della spada sulla spalla e la consegna della croce, che “essere Cavalieri del Santo Sepolcro oggi vuol dire lottare per il regno di Cristo e per la diffusione della Chiesa, essere giusti e onesti, testimoniare il cristianesimo, tenendo bene in mente che il Regno di Dio non si conquista con la spada, ma con la Fede e la Carità”.

“Al di là della cerimonia e dell’importanza di eventi di tale portata, tengo a sottolineare che l’istituzione di una sezione dell’Ordine Equestre che comprenda il territorio della Diocesi di Nola è senza dubbio positiva. Per la nostra cittadina - dice l’assessore Felice Manfellotto, anche a nome del Sindaco Carmine Esposito – è un vanto avere il Preside anastasiano e sono certo che il dott. Marciano non farà mancare l’apporto alla promozione del territorio in tutti gli ambiti, in modo tale che all’impegno dell’amministrazione finora profuso nel valorizzare il paese e la sua identità storico-culturale si aggiunga il contributo della neo-sezione dell’Ordine Equestre del Santo Sepolcro”.

Ad ufficializzare l’istituzione della Sezione Napoli S. Felice è stato S.E. Cavaliere di Gran Croce Gen. Avv. Prof. Giovanni Napolitano, Luogotenente per l’Italia Meridionale Tirrenica.
“Ho letto sui volti interesse e un forte consenso sull’agire dell’Ordine. A tutti va il mio più sincero grazie per la presenza e sentita partecipazione, in particolare a S.E.R. Mons. Gr. Uff. Beniamino Depalma, Arcivescovo, Vescovo di Nola, Gran Priore della Luogotenenza per l’Italia Meridionale Tirrenica, cui mi lega antica devozione, per la sua pronta disponibilità, preziosa vicinanza e totale apertura verso l’Ordine; alle autorità, ai presidi, ai delegati, ai Cavalieri, Dame, Ecclesiastici. Mi è stato raccomandato di porgere i saluti di S.E.R. Mons. Edwin Frederick O’Brien — Pro Gran Maestro dell’Ordine e del Governatore Generale, S.E. Cav.di Collare, Conte Agostino Borromeo. All’inizio del mio mandato di Luogotenente, nel novembre 2008, mi è stato affidato dal Gran Maestro, il preciso compito di progettare una ristrutturazione della Luogotenenza per l’Italia Meridionale – ha affermato il Gen. Avv. Prof. Giovanni Napolitano – che fosse impiantata non sulla base della geografia politica ma della geografia ecclesiastica del territorio, quindi in armonia con le Regioni Ecclesiastiche, le Metropolie e Diocesi. Così ha visto il suo nascere la Sezione “Napoli 5. Felice”, che ha alle sue dipendenze la Delegazione di “Nola — San Paolino”, la Delegazione della “Vergine Maria dell’Arco” e la Delegazione di Scafati.
Abbiamo subito voluto concedere spazio alla nuova Sezione Napoli- S. Felice, con la celebrazione di una solenne cerimonia d’investitura.
Aggiungo che sono veramente entusiasta che sia stata privilegiata la sede di Scafati, ove ho, da sempre, voluto e finalmente ottenuto l’istituzione di una autonoma Delegazione.

L’Ordine, nei suoi nove secoli di storia, ha sempre perseguito gli stessi ideali di fedeltà alla Chiesa ed ai Sommi Pontefici, impegnandosi nell’opera di preservazione della fede nei luoghi Santi.
Fu fondato alla fine della prima crociata, subito dopo la conquista di Gerusalemme, avvenuta il 14 luglio del 1099. Allora, Goffredo di Buglione, dopo la formazione del Regno Latino di Gerusalemme, affidò ad alcuni cavalieri crociati, costituitisi in Ordine, l’onore della custodia armata e della difesa del S. Sepolcro: le cinque croci purpuree sul mantello vogliono simboleggiare le cinque piaghe di Nostro Signore Gesù Cristo.
La vitalità di questa istituzione secolare non si spiega se non con l’amore convinto e appassionato verso i luoghi segnati e benedetti dalle storie dei Patriarchi e dei Profeti ma soprattutto dalla vita e dalla missione di Gesù; è un itinerario della mente e del cuore alla ricerca della Gerusalemme interiore, dove incontrare il Risorto e farne l’unica, vera ragione di vita.

E’ sempre viva la preoccupazione che i Luoghi Santi possano, però, restare un museo vuoto, delle zone archeologiche prive di vita ecclesiale; essi devono, invece, conservare la loro connotazione di luoghi di preghiera per l’intera comunità cristiana.
Purtroppo situazioni geopolitiche, belligeranza e conflitti culturali rendono difficile la sopravvivenza delle minoranze e molti cristiani sono spinti ad emigrare. Traspare la gravità del problema e l’urgenza di bloccare l’allarmante esodo con ogni possibile, valida iniziativa. Restare lì vuol dire lottare con un dramma che non è fatto solo di paura ma anche di disagio sociale e di estrema povertà.
Ecco, dunque, il perché dei nostri aiuti economici alla Terra Santa. Essi servono a sovvenire le attività diocesane del Patriarcato Latino di Gerusalemme, mantenere le sue scuole parrocchiali, l’Università cattolica di Betlemme, frequentata da studenti delle varie confessioni religiose, le chiese, gli ospedali.
Paolo VI così ci esortava:” continuate ad amare quei Luoghi Santi di una predilezione sempre più intensa e più ampia. Continuate a promuovere colà le opere di religione, di istruzione, di carità, che vi attestano la tenace e amorosa presenza della Chiesa Cattolica. Accrescete, potendo, il vostro sforzo di beneficenza spirituale e corporale per quelle popolazioni e fate loro vedere che la vostra crociata vuole essere quella della Carità, della concordia, della pace”.

 

 

La connotazione del territorio (dal discorso del Gen. Avv. Prof. Giovanni Napolitano):

Il territorio di competenza della Sezione Napoli S. Felice abbraccia l’intera circoscrizione della Diocesi di Nola e corrisponde all’agro nolano, che comprende quella parte della pianura campana avente come confini naturali gli Appennini a est, il fiume Clanio a nord e il Vesuvio a sud. Il nome deriva da Nola, che ha avuto, storicamente, un ruolo centrale ed ha influenzato costumi, dialetto e scambi: buona parte dei comuni dell’agro nolano dividono la loro storia con quella di Nola. Questa città, dopo le guerre sannitiche, divenne fedele a Roma e fu elevata a Municipium, con un proprio Senato e con facoltà di coniare moneta. Grazie alla fertilità del terreno, alla bontà del clima ed alla vicinanza al mare, molti patrizi vi si trasferirono, per costruirsi una residenza. Nel periodo del Ducato di Napoli, i centri abitati divennero casali e presero il nome dalle ville patrizie romane: così si ebbe Scisciano da fundus Settianus, Pomigliano dalla gens Pomelia, Marigliano dalla gens Marilia, Ottaviano dalla gens Octavia (la famiglia dell’imperatore Ottaviano Augusto). Molti di questi casali furono successivamente elevati a comune e mantennero tale denominazione. Le popolazioni dell’agro nolano sono, pertanto, fra loro legate da una profonda comunione di costumi e tradizioni culturali, storiche e culturali: S. Felice, S. Paolino, i Gigli.

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