Marigliano, Prima Comunione all’Istituto Comprensivo “Pacinotti”

Redazione

La fiducia nella bontà altrui è una notevole testimonianza della propria bontà. Michel Eyquem de Montaigne

MARIGLIANO - Alcune esperienze ti restano impresse più di altre, alcuni momenti ti toccano nel profondo. Pensi di aver essere abbastanza grande per conoscere e prevedere le situazioni, ma poi incontri chi riesce ad insegnarti qualcosa, a farti provare emozioni inattese.
Per fortuna.

Sabato 22 ottobre, nella loro scuola in festa, 4 ragazzi della media Pacinotti hanno vissuto l’esperienza della Prima Comunione alla presenza di compagni, parenti, insegnati, istituzioni scolastiche e comunali.
Si è trattato di un evento davvero insolito, fortemente voluto dalla Preside Maria Esposito, cui sono stato inviato a partecipare in qualità di presidente del Consiglio d’Istituto.

E così ho visto da vicino l’amore tradursi in impegno e sacrificio, la comprensione trasformarsi in lacrime di gioia e commozione, la professionalità generare capacità organizzativa. Tutti hanno stretto quei ragazzi in un abbraccio sincero e carico di speranza.
Nei locali appositamente preparati per l’evento religioso e per la successiva festa si è vissuta un’atmosfera particolare, intensa e piena di commozione: gli allievi intervenuti hanno partecipato alla celebrazione della messa con solenne intensità e hanno dedicato ai compagni tante belle parole e pensieri profondi.

Come ha ben detto don Pasquale che ha celebrato messa, per i piccoli protagonisti questo momento non è stata una vergogna ma un’occasione: un’intera comunità si è unita attorno a loro e alle famiglie, li ha “adottati”, li ha prima preparati e quindi accompagnati all’incontro con Gesù. Tutti gli insegnanti si sono trasformati in altrettanti genitori e mentori. E’ questo che la scuola deve rappresentare, ed è questo lo spirito che sempre ritrovo nelle donne e negli uomini dell’Istituto Pacinotti.

Mi hanno molto colpito le esortazioni e gli incoraggiamenti - tanto delicati quanto ammonitori - del parroco, un sacerdote di quelli detti di frontiera. Che traccino un solco nella coscienza dei ragazzi e di tutti noi.
Auguri a questi ragazzi, che la vita doni loro ancora tanti momenti di commossa partecipazione.
Un plauso e un ringraziamento sincero e profondo a chi, a Pontecitra come altrove, tutti i giorni getta il seme del vivere civile. Il seme della speranza.

Aldo Paribelli

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