Marigliano, Miuli: non chiamatele "tragedie annunciate"

Redazione

MARIGLIANO - Venerdì 21 ottobre, la nostra comunità è stata scossa da una notizia riportata da tutte le testate nazionali. A causa di una valanga di fango e detriti venuta giù dal Monte Somma, la 23enne Valeria Sodano ha perso la vita a Pollena Trocchia rimanendo intrappolata sotto la sua automobile. Ai più è sembrata una disgrazia, ma la Procura di Nola ha aperto un’inchiesta nella quale si evidenzia che “Valeria Sodano è morta per cause vecchie di anni, per atteggiamenti di incuria che si sono ripetuti nel tempo, per mancato rispetto del territorio”.

Mancato rispetto del territorio, incuria e pressapochismo delle istituzioni; è inutile parlare di disgrazia perché l’episodio era evitabile e si sarebbe dovuto evitare. È incredibile come alle soglie del 2012 si possa ancora perdere la vita a causa di un violento temporale, roba da preistoria. Quanto accaduto alla povera Valeria sarebbe potuto accadere ad ognuno di noi abitanti di Miuli. Il fiume che si crea puntualmente dopo ogni acquazzone su Via Somma e nelle masserie è da anni sotto gli occhi di tutti, così come sotto gli occhi di tutti sono le tante promesse fatte a noi cittadini dalle varie amministrazioni comunali (di destra e di sinistra) e rimaste solo promesse. Il pericolo più grande però non deriva dall’enorme massa d’acqua, bensì dall’assuefazione di noi cittadini. Si proprio noi che non siamo più in grado di far sentire la nostra voce e di chiedere niente di più se non i nostri diritti e primo tra tutti il diritto alla salute.

Sembra che a Miuli ci si sia rassegnati al fatto che quando piove ci si debba allagare per forza e si debba restare chiusi in casa fino a che il fiume non si ritiri. Un paese che non dispone di una rete fognaria, a mio avviso, non può considerarsi a tutti gli effetti un paese civile; basti pensare che già all’epoca dell’Impero romano si cominciò con la costruzione delle fogne. Ma furono i Borbone di Spagna, compianti sovrani del Regno di Napoli, con la costruzione dei Regi Lagni a regolare il flusso delle acque proveniente dal Monte Somma e ad evitare danni peggiori agli abitanti del nostro agro. Adesso mi sembra di essere tornati indietro nel tempo, non abbiamo nemmeno l’indispensabile eppure continuiamo a stare zitti o a parlarne con il vicino di casa, senza muovere mai un dito per cercare di migliorare la nostra angosciosa situazione.

Fortunatamente nella nostra comunità c’è un gruppo di persone che ha ancora una coscienza civile e che si riunisce una volta a settimana per discutere su questo e su altri problemi (come quello della scuola elementare) e cercare di sollecitare i nostri consiglieri comunali che si ricordano di Miuli solo in occasione delle elezioni comunali. Penso sia giunto il momento di riappropriarci del nostro territorio e per questo invito tutti coloro che non ne possono più della situazione in cui viviamo a partecipare alle riunioni del comitato cittadino che si riunisce nel salone parrocchiale tutti i venerdì alle 20. Mi rivolgo soprattutto ai miei coetanei, ai giovani, perché saremo noi a raccogliere l’eredità dei nostri padri e sta a noi lottare per pretendere un futuro migliore, o almeno quello che ci spetta di diritto.

Antonio Sapio

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