Nola, la crisi della scuola pubblica

Redazione

 Nei giorni scorsi diverse Autorità istituzionali competenti sul territorio nolano hanno salutato l'avvio dell'anno scolastico con parole e termini pieni di enfasi e hanno augurato ai docenti, ai dirigenti scolastici, al personale ATA ed agli studenti l'augurio di un buon anno scolastico 2011-2012.
Naturalmente ognuno di noi si associa agli auguri indirizzati a tutti coloro che operano nell'interesse dei nostri giovani.
Il tutto è stato condito da ampie rassicurazioni, offerte da sindaci e assessori di ogni livello istituzionale della provincia di Napoli, e dalla descrizione di una realtà scolastica edulcorata e felice, ma che non corrisponde, purtroppo, al vero.

Il nuovo anno scolastico già si presenta gravido di problemi di ogni tipo nell'intera provincia napoletana, disastroso nell'area nolana.
L'elenco delle cose che non vanno nel nostro territorio e delle disfunzioni esistenti è lunghissimo: per questo motivo ci limiteremo a richiamare solo le più gravi.

1) Problemi strutturali: la grave e drastica riduzione del personale scolastico, voluto dal Governo Berlusconi e dalla ministra Gelmini (diverse centinaia di lavoratori in meno solo nelle scuole dell'Area Nolana, tra docenti, personale ATA e colloaboratori scolastici) ha colpito pesantemente la qualità dell'offerta formativa ed ha peggiorato notevolmente le condizioni ambientali e quelle igienico-sanitarie in cui i nostri giovani sono costretti a studiare. Le aule sono diventate veri e propri pollai dove qualsiasi possibilità di apprendimento viene oggettivamente precluso. Nessun ufficio dell'ASL ritiene di intervenire? Ci riserviamo di farlo noi qualora il doveroso intervento degli organi preposti dovesse venir meno.
2) Problemi legati alla sicurezza: basta recarsi in un edificio scolastico qualsiasi del territorio (di ogni ordine e grado) per rendersi conto immediatanmente delle condizioni di assoluta carenza di sicurezza previste dalle leggi competenti (fili elettrici scoperti, polvere e sporcizia quasi ovunque, barriere architettoniche, ecc. ecc.)
3) Strutture fisiche: la fatiscenza degli edifici scolastici (sia di quelli di competenza comunale, sia di quelli di competenza provinciale) presentano gravi deficit strutturali: solai a rischio crollo, mura divisorie pericolanti, infissi che non sono più tali, manutenzione ordinaria inesistente (figuriamoci quella straordinaria), spazi angusti e insalubri, ecc. ecc.
4) Sicurezza ambientale: Assenza totale di ogni misura di sicurezza a tutela dei giovani studenti, ma anche del corpo docente (chi ricorda quello che avvenne al Nobile?)
5) Condizioni minime di vivibilità: Assenza di mense adeguate e di pasti caldi per gli studenti che prolungano il proprio orario di studi e che sono costretti a limitarsi ad un misero panino (sconsigliatissimo da ogni dietologo)
6) Servio di bus scolastico: che ha visto non solo raddoppiate le tariffe per quest'anno (con pesante aggravio di spesa per le famiglie), ma a causa del dimezzamento delle corse provoca gravi disagi ai bambini ed ai genitori, spesso vincolati obbligatoriamente per motivi lavorativi.

Non ci siamo affatto. Diciamo NO!
Se è vero che ogni società misura il livello della propria civiltà sulla base di quello che riesce ad offrire in tema di formazione, siamo costretti, sulla base di quello che si registra nei Comuni del Nolano, a pensare che bisogna lavorare ancora molto per raggiungere gli standard minimi fissati dall'Unione Europea.

La Cgil Nolana invita tutti i Sindaci dei Comuni del territorio, a partire dal Sindaco di Nola (Comune dove insiste la maggior parte dei plessi scolastici) a siglare un Patto per La Scuola e per i Giovani ed a promuovere tutte le iniziative utili finalizzate al miglioramento dell'offerta formativa della scuola pubblica sul territorio.
Non vorremmo pensare che esistano interessi corposi che puntano a dequalificare ed a sminuire la presenza pubblica a tutto vantaggio di quella privata.


Salvatore Velardi

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