Pomigliano, il sindaco Russo caccia l'assessore Piccolo

Redazione

Fuori dall’amministrazione Russo chi non persegue i principi di trasparenza e legalità: il sindaco revoca l’incarico all’ormai ex assessore Salvatore Piccolo e invoca la decadenza per il consigliere Pignatiello. «Sono addolorato per questo sfregio alla città cui ho voluto donare l’ultimo scorcio della mia vita, chiedo scusa per quanto mi compete».

POMIGLIANO D'ARCO - Il sindaco Lello Russo revoca l’incarico a Salvatore Piccolo, ex assessore all’ambiente, arrestato ieri per aver riscosso, in flagranza di reato, una tangente di 5mila euro da un imprenditore. Con lui in manette il consigliere Pasquale Pignatiello, eletto con «Pomigliano a Centro», compagine che esprimeva appunto anche l’assessore. Per quest’ultimo, trattandosi di incarico elettivo, il sindaco Russo ha chiesto ed ottenuto che il consiglio comunale, guidato dal presidente Maurizio Caiazzo, non votasse la proposta dell’opposizione ritenendola troppo «morbida».

Il consigliere Onofrio Piccolo (Pd) aveva infatti chiesto che l’assise si esprimesse votando una richiesta, diretta a Pignatiello, invitandolo ad autosospendersi. «Comprendo il significato politico della richiesta che arriva dai banchi di minoranza – ha detto Russo – ma è troppo poco, noi non possiamo puntare ad una sospensione, ma lavorare affinché al consigliere la cui presenza è ad oggi incompatibile con questo consesso, dove portiamo avanti una politica fondata su trasparenza e legalità, sia revocato l’incarico».

Legalità, trasparenza, buon governo: sono i tre punti che il sindaco Russo elenca come suo «manifesto», coma bandiera dell’amministrazione comunale, e chiede scusa ai cittadini in un intervento in consiglio comunale, una seduta già convocata prima ancora dei fatti che hanno scosso l’amministrazione e la città. Chiede scusa e definisce gli arresti di Piccolo e Pignatiello come un «vulnus» per l’amministrazione e principalmente per la Città di Pomigliano. «È duro vedere il nome di Pomigliano vituperato sulle pagine di cronaca dei quotidiani, in un gorgo che non si merita». Poi aggiunge, in una chiara presa di distanza dall’episodio che «se questo evento facesse parte di un sistema organizzato di tipo criminoso e riguardasse l’intera amministrazione sarebbe facile la soluzione: io per primo mi dimetterei, in modo veloce e improcrastinabile.

Ma così non è: i fatti che vedono come attori un assessore e un consigliere di questa maggioranza non hanno addentellati e ramificazioni con la gestione della cosa pubblica, tuttavia è talmente grave che potrebbe minare agli occhi della pubblica opinione la nostra credibilità. La credibilità di un’amministrazione che in un anno e pochi mesi ha prodotto un lavoro enorme in tutti gli ambiti: dai servizi sociali ai lavori pubblici, dalle partecipate al risanamento dell’Enam, dai conti pubblici all’impegno ne campo della cultura e della scuola e, non ultima, nella gestione e tutela della sicurezza dei cittadini e della città, sempre con legalità e trasparenza».

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