Nola, Acqua: disubbidienza civile

Redazione

Il Comitato di Nola contro l'ATO3 e la GORI

NOLA -  Il Comitato di Nola unitamente a tutti i Comitati Civici dell’ATO3 Campania denunciano alla pubblica opinione l’operato di molti Sindaci (o loro delegati) che, durante l’Assemblea dell’Ente d’Ambito del 2 agosto scorso, irrispettosi della volontà popolare espressa con l’esito referendario del 12 e 13 giugno, pur avendo esplicitamente ammesso l’allegra e clientelare gestione della G.O.R.I. SpA, hanno deliberato di confermare alla predetta società la contestata gestione del servizio idrico e, ciliegina sulla torta, di aumentare le tariffe del 20% negli anni 2011 e 2012.

STANNO TENTANDO DI SCIPPARCI LA VITTORIA CONTRO LA GORI!
MA NON GLIELO CONSENTIREMO!!
Pubblichiamo i risultati della votazione. Giudicate Voi!
Le delibere pro-GORI sono state assunte pur essendo notorio che:

- l’ATO3 Campania, così come tutti gli ATO in Italia, sono soppressi alla data del 31.12.2011;
- la situazione finanziaria della G.O.R.I. SpA è talmente pesante che l’aumento delle tariffe non riuscirà a sanarla, è come voler curare il cancro con l’aspirina;
- la carenza di approfondimenti da parte dell’Ente d’Ambito e dei singoli Comuni della grave e “politico-clientelare” gestione della società G.O.R.I. merita l’attenzione delle cittadinanze e della Magistratura per l’individuazione delle responsabilità derivanti dal mancato o superficiale controllo da parte degli Organismi preposti, dall’Ente d’Ambito, ai Sindaci, ai singoli Consiglieri dei Comuni consorziati, anche con riferimento agli indirizzi di comportamento suggeriti da referenti politici ed istituzionali, ai quali, invece, spetta per “Costituzione” di osservare e far osservare la volontà popolare.

I Comitati apprezzano la netta e meritoria presa di posizione di molti altri Sindaci (o loro delegati) decisamente critici, con accuse ben circostanziate, verso la G.O.R.I. SpA e contrari all’aumento delle tariffe. Il colpo di mano è stato messo a segno da Amministrazioni di centro-destra e centro-sinistra, unite in un disegno volto a sovvertire quanto le elettrici e gli elettori hanno sancito con lo straordinario risultato dei referendum popolari.

Nello stesso tempo non possiamo non esternare la delusione nei confronti di quei Sindaci che, per qualche motivo, sono stati assenti all’Assemblea.

E, per concludere ma non ultimo, è stato smascherato un preciso disegno politico che tende a far entrare dalla finestra ciò che il popolo, con i referendum, ha definitivamente cacciato dalla porta, mediante decisioni gravissime ed irresponsabili di molti Sindaci e loro referenti di partito.

Così stando le cose, i Comitati Civici sono allertati su tutto il territorio per promuovere il boicottaggio delle decisioni dell’Assemblea ATO3 e l’impugnazione in ogni sede Giudiziaria delle delibere adottate.
Confermano in ogni Comune l’opposizione democratica e civile verso i Sindaci favorevoli alla GORI e verso la GORI stessa, quale espressione di una gestione non efficiente, non efficace e non economica delle risorse idriche, bene comune cioè di tutti, che la scellerata sequenza di leggi e decreti ha tentato senza riuscirvi di dimostrare che potesse essere la soluzione ottimale.

Le controverse decisioni dell’Assemblea intanto porteranno soltanto sensibili ripercussioni sui già magri bilanci familiari ed il perseverare dello sperpero di pubblico denaro, oltre a suonare estrema offesa alla volontà popolare.
Ai nostri Amministratori, a qualsiasi livello operino, vogliamo riproporre il principio del diritto Romano:
LEX EST QUOD POPULUS IUBET ATQUE CONSTITUIT
( Legge è ciò che il popolo ordina e decide)

 

 

Lettera aperta del Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua

No alla privatizzazione dei servizi pubblici locali
NO ai profitti del mercato sui beni comuni essenziali

Al Presidente della Repubblica
Alle forze politiche
Il 12 e 13 giugno il voto referendario di ben 28 milioni di cittadine e cittadini italiani di ogni espressione politica ha chiaramente indicato la voglia di partecipazione attiva alle decisioni importanti per il Paese: servizi pubblici locali, beni comuni, energia, giustizia.
Chiara è stata la risposta dei cittadini: NO alla privatizzazione dei servizi pubblici locali d'interesse generale, a partire dalla gestione dell'acqua ma non solo, NO ai profitti del mercato sui beni comuni essenziali.
Le persone hanno chiaramente indicato alla rappresentanza politica una nuova stagione che metta al centro l'essere umano e i beni comuni e non le agenzie di rating e la speculazione finanziaria.
Purtroppo il governo non solo non ha ancora attuato le indicazioni referendarie retrocedendo sulle privatizzazioni già attuate e abolendo i profitti sull'acqua ma, con la manovra economica in fase di discussione parlamentare e già approvata con Decreto Legge n. 138 del 13 agosto scorso, ha riproposto (negli articoli raggruppati sotto il Titolo II) in altra forma la sostanza delle norme abrogate con volontà popolare.
Infatti, l'articolo 4 ripresenta il vecchio Decreto Ronchi e persino nuove date di scadenza per le prossime privatizzazioni dei servizi pubblici locali. Addirittura l'articolo 5 arriva a dare un premio in denaro agli enti locali pur di convincerli a lasciare al mercato delle privatizzazioni i propri servizi essenziali per le comunità. Un premio che dovrebbe servire per fantomatici investimenti infrastrutturali quando invece ai Comuni vengono sottratti trasferimenti essenziali per le loro funzioni.
Tutto ciò - oltre a non rispettare la volontà di partecipazione e le decisioni che i cittadini impongono ai rappresentanti politici - è una chiara violazione della Costituzione poiché il popolo italiano si è pronunciato con referendum contro l'affidamento al mercato di tutti i servizi pubblici locali previsti dal Decreto Ronchi, e tale decisione è vincolante per almeno cinque anni (come affermato dalla giurisprudenza costante della Corte Costituzionale).
Purtroppo ciò sta avvenendo in un colpevole silenzio politico generalizzato che non rispetta il voto dei cittadini (di qualsiasi colore politico).
Ci rivolgiamo a tutte le forze politiche affinché non deformino l'esito referendario e rispettino l'indirizzo chiaro della volontà popolare.
Ci rivolgiamo al Presidente della Repubblica affinché, in aderenza al Suo ruolo di garante della Costituzione, non permetta che siano riproposte leggi che violano l'esito dei referendum popolari.


FORUM ITALIANO DEI MOVIMENTI PER L'ACQUA


Rammentiamo ai cittadini di Nola che il Comitato si riunisce tutti i lunedì alle ore 19 presso la sala Renzullo adiacente alla Chiesa del Collegio, nell’omonima Piazza.
Eventuali altre riunioni e/o cambiamenti di orario saranno portati a conoscenza mediante AVVISI pubblici affissi sulle porte della predetta Sala Renzullo o comunicati con altro mezzo.
Portiamo a conoscenza dei cittadini che il Comitato è impegnato a costruire insieme agli altri Comitati una rete di collegamento per individuare una strategia comune e condivisa.
Martedì 13 i rappresentanti dei Comitati si incontreranno nella Sala Consiliare del Comune di Sarno alle ore 19 ed in quella sede saranno stabilite le date dei “RADUNI” che si terranno nelle zone che formano l’ATO3, il primo dei quali si terrà nella nostra città entro la fine del corrente mese di settembre, nella Chiesa dell’Immacolata, luogo simbolo della resistenza di Nola contro i privatizzatori dell’acqua.
Ripetiamo tutti insieme: FUORI L’ACQUA DAL MERCATO,
FUORI LA GORI DAI NOSTRI TERRITORI.
Intanto, chiediamo che tutti i Consiglieri Comunali convochino un Consiglio Comunale monotematico sulla questione “GORI” e sull’operato del Sindaco nell’Assemblea dell’ATO3 del 2 agosto scorso, affinché ciascuno di loro esprima il proprio convincimento e la propria posizione davanti al popolo di Nola in merito.
Non aver tenuto conto dell’esito referendario, che nell’area Nolana ed in tutti i Comuni dell’ATO3, ha conseguito percentuali oltre il 60 e fino al 67%, equivale al ritiro, se fosse possibile, della fiducia accordata dalle elettrici ed elettori alle Amministrazioni in carica, a Nola come negli altri comuni, piccoli e grandi, che fanno parte dell’ATO3.
Non vi sono Amministrazioni “responsabili” ed “irresponsabili” come qualche sindaco ben imbeccato ha cercato di far intendere. Esistono Amministrazioni rispettose o non rispettose della volontà popolare, punto.
Nell’Assemblea del 2 agosto è stata registrata l’arroganza di alcuni sindaci o loro rappresentanti che evidentemente si ritengono “signori” delle comunità amministrate e non primi cittadini e, quindi, servitori delle predette comunità. Non abbiamo assolutamente bisogno di Sindaci sceriffi, provocatori o “podestà”, non riusciranno ad intimidire nessuno perché la LEGGE ora è dalla parte dei cittadini ed i cittadini non chiedono altro che “giustizia”.
Per tutto quanto fin qui detto, il Comitato di Nola invita tutti i cittadini, sia quelli che caparbiamente continuano dal 2004 la protesta contro la GORI, sia quelli che per qualsiasi motivo si sono nel frattempo arresi a seguito degli atti intimidatori posti in essere dalla GORI stessa e dietro consiglio di ben individuati “messaggeri dei potenti”, a riprendere con maggior forza e vigore LA DISUBBIDIENZA CIVILE.
A riguardo denunciamo il mancato rispetto da parte del Sindaco di Nola di istituire uno sportello nel palazzo comunale per il tempo necessario a chiarire le innumerevoli “bollette pazze” pervenute ai nostri concittadini, di fronte alle quali anche il Sen. Sarro, attuale Presidente dell’ATO3, ha parlato di un “caso Nola”.
In verità esistono casi ancora più gravi che vanno addebitati alla GORI ed all’ATO: parliamo di Somma Vesuviana, Castellammare, Sarno, Lettere, Gragnano. Parliamo di Cimitile, uno dei due Comuni in cui la GORI non è stata fatta entrare (l’altro è Roccapiemonte), parliamo di Cicciano dove il Vicesindaco ha ben interpretato il volere del popolo, contestando con determinazione sia l’ATO che la GORI. Non possiamo dire altrettanto dei sindaci di Pomigliano, Castellammare, Portici, Ercolano, lasciando a voi il giudizio sui rappresentanti di piccoli comuni come Casamarciano, Camposano, Scisciano, Liveri e S. Paolo Belsito, per rimanere nella nostra zona.
DISUBBIDIENZA CIVILE significa per tutti continuare a non riconoscere la GORI, a non far entrare il suo personale nelle nostre abitazioni, a boicottare il pagamento delle fatture finché non sarà fatta piena luce su quanto avvenuto in sede di Assemblea ATO3 e non saranno chiariti i criteri di fatturazione in modo univoco ed in misura equa.

Notiziario del Comitato Civico per la difesa del diritto all’acqua di Nola

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