Nola, scontri tra polizia e lavoratori davanti al Tribunale

Redazione

 NOLA – continua la vertenza tra i lavoratori dell'affidamento di pulizie del Tribunale di Nola e il Comune di Nola/Consorzio G.S.A.
Il giorno venerdì 01 luglio 2011 il Dirigente dell'Ufficio Manutenzione del Tribunale di Nola arch. Giovanni De Sena ha comunicato agli uffici giudiziari l'avvenuto affidamento del servizio al Consorzio G.S.A.
Il sindacato in mattinata ha immediatamente verificato la presenza degli atti amministrativi (determina di affidamento e/o contratto di affidamento) scoprendo con sconcerto che non solo il dirigente De Sena non ha emesso (al 01/07/2011) alcuna determina di affidamento al Consorzio G.S.A. ma che lo stesso Consorzio G.S.A. non è ancora legittimato all'aggiudicazione della gara in quanto non sono ancora terminate le procedure di verifica dei requisiti aziendali, previsti dalla legge.

Nel primo pomeriggio il camion contenente le attrezzature e i materiali aziendali ha tentato di introdursi nel Tribunale di Nola, immediatamente bloccato dai lavoratori che contestavano il diritto dell'impresa all'avvio del servizio.
Per tutto il pomeriggio c'è stata forte tensione tra i lavoratori e gli agenti del Commissariato di PS che tentavano di sgombrare il sit-in e consentire l'ingresso dell'impresa nella reggia Orsini.

“Siamo di fronte all'ennesimo caso di evidente violazione dei più elementari diritti civili – ha commentato al termine della giornata il segretario Un.Si.L. Antonio Alfieri – noi abbiamo bloccato l'ingresso dei mezzi aziendali unicamente perché abbiamo potuto verificare con certezza che il Consorzio G.S.A. ad oggi non è ancora legittimato allo svolgimento del servizio. Difatti, nonostante avessimo semplicemente richiesto al dirigente De Sena, ai responsabili della G.S.A. e ai funzionari di Polizia niente altro che la visione sia dell'atto di affidamento che dell'autorizzazione dell'impresa all'ingresso nella struttura giudiziaria, siamo stati aggrediti e rimossi a forza dal viale di ingresso della Reggia Orsini senza che ci fosse contestato alcun reato".

Infatti, come riportato anche da un cronista che ha assistito alla vicenda: la ditta non ha ancora presentato la documentazione, ma ha avuto comunque l'autorizzazione ad entrare. Dopo l'incontro tra il presidente del Tribunale ed il dirigente del commissariato, la polizia ha sgomberato l'area e fatto entrare il camion. Non sono mancati momenti di tensione tra gli agenti intervenuti ed i lavoratori che svolgevano il sit in. Il camion della Gsa è entrato sotto scorta.
L'azione di sgombro forzato è stata operata dalla Polizia in quanto pare che la presidenza del Tribunale abbia contestato ai lavoratori il reato di l'interruzione di pubblico servizio.

“Se ci prendono con la forza devono contestarci il reato commesso! – questo è ciò che ha gridato ripetutamente Alfieri alle forze di Polizia – non è possibile in uno Stato di diritto che si giustifichi una azione di forza da parte della polizia a carico di lavoratori inermi senza fornire alcuna spiegazione. Non abbiamo alcuna intenzione di accusare i funzionari delle Forze dell'Ordine che hanno solo fatto il loro dovere – continua Alfieri – vogliamo solamente che chi secondo noi illegittimamente ha permesso alla G.S.A. di avviare il servizio in assenza di contratto con l'ente appaltante si assuma le proprie responsabilità di fronte alla legge”.

Le ragioni che probabilmente stanno dietro quanto accaduto ieri le spiega il segretario Un.Si.L.: con un giudizio pendente al TAR Campania e promosso dai lavoratori il Comune di Nola non poteva procedere all'affidamento del servizio senza prima aver esperito la seduta relativa alla richiesta di sospensiva. E difatti l'impresa ha avviato il servizio senza che il Comune abbia violato formalmente la norma. L'illegittimo avvio del servizio da parte della G.S.A. è stato praticato attraverso l'intervento della Presidenza del Tribunale (probabilmente male informato dallo stesso dirigente De Sena); subito dopo l'ingresso l'impresa ha tentato di indurre i lavoratori ad accettare immediatamente le proprie condizioni contrattuali minacciando di lasciare i lavoratori stessi senza lavoro, situazione questa che, di fatto, annullerebbe la legittimazione al ricorso.
I lavoratori non hanno comunque accettato le proposte dell'impresa e hanno ribadito che tenteranno comunque di ottenere il riconoscimento dei propri diritti al Tribunale Amministrativo.

Nei prossimi giorni si prevedono nuove azioni di protesta civile da parte dei lavoratori che non intendono assoggettarsi a una condizione che definiscono illegale e repressiva. Gli stessi lavoratori, su consiglio del loro legale, hanno annunciato la presentazione di denunce all'Autorità Giudiziaria (presso altro Tribunale) e la trasmissione di un esposto alla Corte Europea dei Diritti dell'Uomo.

In un documento inviato in serata alla Prefettura di Napoli, il dirigente Un.Si.L. Antonio Alfieri ha ribadito che: nonostante la evidenza rappresentata dalla pesante forza di repressione (esplicata da organismi il cui compito è la tutela di tali diritti) di ogni istanza democratica spregiudicatamente manifestata dall'impresa G.S.A., la scrivente OS, consapevole che tale comportamento ponga la stessa OS in condizione di palese inferiorità di condizioni in sede di contrattazione, continua a perseguire una politica sindacale orientata al rispetto delle regole e dell'ordinamento democratico dello Stato.

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