Prostitute armate di coltelli: pensionati campani nel mirino

Redazione

Non c’è che dire. Sembra proprio l’ora dei coltelli per le prostitute d’oltreoceano che prediligono la zona centrale del territorio italiano per eleggervi dimora e esercitarvi, ci si passi il termine, la loro attività professionale. Dopo il caso della 27enne dominicana Francisca Binicio Manila, che è finita in carcere con l’accusa di aver ucciso, a colpi di fendenti(almeno dieci, per i sanitario che hanno effettuato la relativa autopsia), il 69enne Carmine De Luca, napoletano trapiantato da oltre un ventennio a Torricella Sicura, in provincia di Teramo, il destino ha armato la mano di un’altra squillo proveniente dalle lontane Americhe. Si tratta della 29enne Valeria Brega Dos Santos, che, venuta a diverbio con un pensionato, suo vicino di casa, manco a dirlo, anche lui, come De Luca, campano, ha tentato di ammazzarlo infliggendogli dieci coltellate.

Vittima di questo nuovo atto di violenza all’arma bianca, che si è verificato a Massarosa, in provincia di Lucca, il 59enne Domenico La Posta, originario dell’Agro Aversano, ma residente da tempo in un’abitazione di sua proprietà, posta in via Poggio delle Viti della frazione Pian di Conca. Questa volta, la tragedia è stata evitata per un nonnulla, ma si teme ancora per la vita del’accoltellato, che, attualmente, è ricoverato in gravissime condizioni presso l’ospedale “Versilia”, di Lido di Camaiore, dove è in rianimazione. Tre dei dieci fendenti che hanno devastato il corpo del malcapitato, infatti, hanno rischiato di essere mortali. Il raptus al culmine di un violento alterco tra i due litiganti, i cui rapporti di erano da tempo deteriorati.

Ad un certo punto, la prostituta brasiliana, che, a quanto ne sappiamo, era solita esercitare il mestiere più antico del mondo in piazza Dante e lungo via Fratti, a Viareggio, ha afferrato un coltello da sub con lama da 10 cm. e si è avventata sulla sua vittima, colpendola, a più riprese, agli arti e, in tre casi, anche al petto. Pericolosi anche i colpi ricevuti dal malcapitato all’altezza di un rene e della bocca dello stomaco. E’ stato solo quando ha visto l’uomo accasciarsi per terra, in una pozza di sangue, che l’energumena carioca si è reso conto di quello che aveva fatto, scappando seminuda a bordo di un autobus di linea che l’ha condotta nel quartiere viareggino denominato Marco Polo(siamo ne pressi della Statale Aurelia), dove ha cercato di nascondersi in un bar.

Ed è proprio lì che, dopo una serie di rapidi accertamenti, è stata trovata ed ammanettata da una squadra volante della Polizia di Stato. In quanto al La Posta, è stato proprio lui a mettere i poliziotti sulle tracce della sua assalitrice. Prima di essere introdotto nell’ambulanza della “Misericordia”, che lo avrebbe condotto in ospedale per essere sottoposto ad un delicatissimo intervento chirurgico, Domenico La Posta è riuscito a fornire elementi utili alla cattura della fuggitiva, per la quale l’ipotesi di reato è quella di mancato omicidio.

Allo stato, anche nell’ottica di scoprire quale sia stata la causa scatenante del fatto di sangue di cui ci occupiamo, le Forze dell’Ordine incaricate di far piena luce sulla vicenda stanno tentando di ricostruire lo stato dei rapporti tra la Dos Santos e il La Posta. Intanto, rimangono da segnalare ancora due cose. La prima è che, nel corso di una perquisizione nella baracca in cu abitava la mancata assassina, i poliziotti hanno rinvenuto e sequestrato l’arma di cui la donna si era servita per colpire il suo avversario, la seconda è che per la protagonista di questo nuovo caso di feroce ferimento, a furia di pugnalate, si sono aperte le porte del carcere femminile di Livorno. 

Daniele Palazzo 

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