Marigliano, fiaccolata per don Salvatore

Redazione

A Lausdomini, venerdì sera, la fiaccolata pro don Salvatore contro i battenti

MARIGLIANO.Sono arrivati i fedeli dai paesi vicini: da San Vitaliano,
Casoria,  Casalnuovo e Pomigliano d’Arco con in testa il parroco don Peppino
Gambardella, responsabile della chiesa san Felice in Pincis. Circa 300 le
persone, che hanno partecipato alla marcia silenziosa, organizzata dai
membri  del consiglio pastorale per solidarizzare con il parroco di Lausdomini, don
Salvatore Spiezia, finito al centro delle polemiche, dopo la chiusura di 2
associazioni storiche dei battenti della Madonna dell’Arco.
 
I gruppi delle famiglie focolarine, la cooperativa Irene 95, i collaboratori e i giovani
di  estate ragazzi, i bettenti della priima squadra, donne con i bambini nei
passeggini hanno voluto testimoniare la  loro vicinanza al sacerdote, alla guida della parrocchia di Lausdomini dal
1981. A rompere il silenzio un megafono con una voce di una donna:”Noi
vogliamo bene a don Salvatore. E’ da 30 anni che è nella nostra comunità”.

Il corteo, partito dall’edicola della cappella della croce in via Pasubio, ha
attraversato le vie di un paese turbato e diviso dai provvedimenti  disciplinari
adottati nei riguardi dei fujenti della seconda e terza associazione.  Secondo
le accuse apparse sui manifesti, sarebbe stato il parroco di Lausdomini con
la  sua volontà a fare pressioni sul convento anastasiano per non far rinnovare
i  decreti, dopo 50 anni di fede e devozione..

Ad essere abilitata a svolgere  il  pellegrinaggio del lunedì in albis, adesso è soltanto la prima squadra,
già  in festa con lustrini, bandiere e anche con luminarie in via Gorizia. Il
tutto mentre nelle altre due sedi, chiuse dai padri domenicani di sant’
Anastasia, l’atmosfera è mesta e pesante. A placare gli animi dovrebbe
intervenire il vescovo di Nola, Beniamino Depalma, che dopo aver lanciato un
accorato invito alla calma celebrerà lui stesso la messa del lunedì in
albis.

La devozione è così alta e radicata qui che molti battenti pur di partecipare
al pellegrinaggio di fede sarebbero disposti anche a fare un passo indietro
pur  ancora non comprendendo le ragioni, che hanno determinato i clamorosi
scioglimenti delle loro squadre devozionali. Intanto decine di fujenti in
guerra fra di loro stanno incominciando a fuoriuscire. In molti non saranno
presenti alla messa del vescovo e si recheranno in maniera autonoma al
santuario. Si aspettavano che le loro associazioni venissero riammesse e che
finalmente la pace e la serenità, concetti legati alla Pasqua, potessero unire
di nuovo la comunità.

Da Il Mattino Anita Capasso

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