Marigliano, il Presepe Vivente a San Vito visto da un visitatore

Redazione

MARIGLIANO - In questi giorni di Natale, ho letto tutto di un fiato il racconto fatto dal frate francescano prof. Paolo Di Somma sul presepe vivente a San Vito. Mi ha colpito molto il suo racconto fatto in modo cosi intenso e appassionato che, quasi mi faceva rabbrividire. Perché dico rabbrividire, perché il suo modo di aver percepito le scene e raccontarle in modo cosi appassionato mi è sembrato come se si fosse ritornato indietro con il tempo per cui anche io mi sono precipitato a fare visita al presepe . Sono rimasto davvero sbalordito che, in cosi poco spazio è stato allestito il presepe vivente e cosi ricco di scene.

La compostezza dei personaggi, la passione di tutti i componenti, ha fatto si che, la manifestazione di tale evento abbia riscosso sicuramente un notevole successo. Rivedere i lavori artigianali di un tempo e con quanta passione venivano condotti non è cosa di poco conto. Cosa succederebbe oggi se, si dovrebbero rifare i lavori artigianali di un tempo o, condurre la vita non dico come ai tempi di Gesù Bambino o, come quando si era ragazzi ai tempi del frate ma, che dico ancora più vicino ai giorni nostri, gli anni 50. Immaginiamo oggi: dormire per terra o su un materasso di “Sbreglie di granturco” al posto del letto o del materasso di lana o di quello di lattice, mangiare pane non lievitato o di granturco al posto del pane bianco, dei panini soffiati o all olio.

Bere latte
appena munto dalla mucca e tante altre cose. Si scatenerebbe sicuramente una guerra. I ragazzi della mia età (scusate la presunzione), sanno bene che, non sto dicendo favole. Eppure secondo il mio modesto parere e senza manco accorgerci stiamo ritornando a quei tempi, anche se in modo diverso. Adesso nemmeno i polli per uso familiare si possono crescere se non sono registrati. I miei complimenti (per quello che possono valere), vanno a chi ha organizzato e allestito le scene in cosi poco spazio, ai personaggi tutti e a tutti i componenti il presepe. Grazie per averci fatto rivivere il tempo che fu.
Peppe Lombardi

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