Marigliano. Atti in Procura. La Soprintendenza denuncia il Comune.

Redazione

Basta scempi nel centro storico.

 MARIGLIANO. Non abbattete palazzo Attena. Cori di no contro la demolizione di un edificio di stampo razionalista attribuito al noto architetto del fascismo Marcello Piacentini. La Soprintendenza ha inviato una lettera al Comune dove chiede chiarimenti in merito ad un intervento di edilizia selvaggia con cui si vuole ridurre in polvere palazzo Attena per fare spazio a 6  appartamenti. In particolare l'Ente periferico dei Beni Culturali ha
sollecitato il Comune a revisionare il regolamento edilizio del borgo antico applicando vincoli più efficaci per bloccare le mire speculative ai danni degli edifici monumentali.

“Abbiamo inviato  diverse lettere a tutti i responsabili, ma non abbiamo ricevuto alcuna
risposta. Ma non ci fermeremo", dicono dalla Soprintendenza. Sulla vicenda è
stato chiesto anche l'intervento della procura di Nola. Palazzo Attena, secondo
i funzionari della Soprintendenza, pur non essendo soggetto a vincoli, non è
certo da abbattere”,.

Intanto sono stati bloccati anche i lavori  nella settecentesca villa Galdi dove negli anni sono state realizzate
diverse superfetazioni non autorizzate dagli uffici periferici napoletani del ministero per i Beni Culturali. Inoltre non si è mai proceduto ad
effettuare i lavori di messa in sicurezza e il restauro dell'interessante complesso frazionato tra più proprietari. Gli ispettori della Soprintendenza hanno
anche dettato precise direttive per quanto riguarda i lavori che il Comune sta effettuando per la messa in sicurezza del convento trecentesco Antonia
Maria Verna.
 
In particolare è stato imposto all’ufficio tecnico di "non spicconare gli  intonaci esterni e di non distruggere le cornici settecentesche modanate. Qui
però lo stop è arrivato  quando già era stato tutto in  gran parte danneggiato. Intanto scendono in campo gli storici che chiedono  di  applicare massima vigilanza per i lavori che saranno eseguiti all' interno  della grandiosa insula monastica di via Giordano Bruno dove sono stati  rinvenuti
anche dei  reperti archeologici. “Il Verna è uno dei palazzi più antichi di questa  città che andrebbe tutelato e conservato e non certo devastato con
interventi  invasivi  e irreversibili”, avvertono gli studiosi locali.
 
All’interno, infatti, del  monastero che fino al terremoto dell’80 ospitava le suore d’Ivrea sono
conservate numerose testimonianze monumentali e di interesse storico artistico: il chiostro seicentesco, la chiesa dei morti, la torre
medioevale,  ipogei e resti di strutture più antiche, l’affresco raffigurante il  battesimo di  Cristo e tanti altre reperti antichi.
 
E' corsa contro il tempo, infatti, da  parte della Soprintendenza per evitare altri scempi e casi clamorosi come quelli che
hanno interessato  palazzo Di Pinto e palazzo Montagna abbattuti nel giro di poche ore..
Nonostante le diverse interrogazioni parlamentari non si è riusciti ad
arrestare la furia cementificatrice. Lo stesso sfrenato mattone selvaggio
irrispetoso della memoria che ora intende di nuovo cancellare altri palazzi
storici. La Soprintendenza però promette battaglia e annuncia sopralluoghi al
Comune dove già nei mesi scorsi c'è stato un duro scambio di opinioni con i
responsabili al ramo.

Discuti l'Argomento sul Blog

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright MARIGLIANO.net


Leggi tutti gli articoli di Redazione >>




Articoli correlati



Altro da questo autore