Guardare col cuore, guardare nel cuore: lo stile educativo

Redazione

Presentazione della lettera pastorale del vescovo di Nola, mons. Beniamino Depalma

nola - «Anche quest'anno, dunque, non vi indico attività da programmare e compiere, organizzazioni da portare avanti, ma atteggiamenti da assumere che partono da un cuore che si interroga e vuole incontrare l'altro. L'altro riconosciuto come uno stimolo, un'esortazione, un richiamo, un'istanza, un volto che interroga». Così scrive mons. Depalma, vescovo di Nola nella lettera pastorale intitolata Guardare col cuore, guardare nel cuore: lo stile educativo, che sarà presentata alla stampa lunedì 20 dicembre, alle 12:00, presso il Salone dei Medaglioni del palazzo vescovile.

La lettera, indirizzata «a tutti coloro che sono interessati alla sfida educativa», giungendo dopo due fondamentali momenti - l'Assemblea diocesana del 13 e 14 settembre, importante occasione di riflessione sulla vocazione educativa propriamente cristiana, e la conclusione liturgica della visita pastorale in tutte le comunità, celebrata il 30 novembre nella Basilica cattedrale di Nola – conferma la scelta educativa quale responsabilità primaria per la Chiesa di Nola.

Otto i punti affrontati nel testo:

• Un progetto per imparare ad educare: progettare a partire dai volti e per i volti, evitando formulazioni generiche e raccogliendo tutti quei volti che rappresentano le risorse umane della comunità, valorizzando i talenti di tutti e mettendoli al servizio di un unico fine.
• Prima di tutto incontrare l'altro, fermandosi a guardare i volti, prendendo a cuore il problema specifico dell'altro. Questa è la premessa per ogni progetto: bisogna incontrare davvero l’altro, in strada, nei luoghi di studio e di lavoro. Bisogna incrociare il proprio percorso con il percorso dell’altro.
• Rinnovare lo sguardo per rigenerare l'altro, abbandonando ogni pregiudizio,puntando dritto al cuore dell'uomo perché sappia andare in mare aperto con le proprie forze. L’altro va incontrato senza pretendere di piegarlo ai nostri desideri, di minarne la libertà: dobbiamo avere uno sguardo liberante e non opprimente.
• Comunicare la propria fede, allenandosi a raccontare la propria storia con Dio usando parole umane ed evitando di cadere nel fatalismo e provvidenzialismo. Un’evangelizzazione diffusa e ordinaria riprendendo con consapevolezza il tema del comunicare il vangelo oggi.
• Servire davvero, curando la propria vita spirituale che consenta una vera empatia con l'altro, mettendo la legge dell'amore innanzi a qualsiasi altra legge.
• Fare cultura per il bene comune attraverso l'impegno educativo, rendendo popolari i codici del diritto e del dovere, della giustizia e della legalità, innamorandosi dello studio e della formazione, dell'informazione e della capacità critica.
• Formare gli educatori, lavorando sulle competenze spirituali, umane e relazionali, avvalendosi a piene mani di quelle realtà associative ed ecclesiali che hanno donato figure di santità alla Chiesa e al Paese.
• Educare come Chiesa, cioè insieme, valorizzando gli organismi collegiali, attuando la corresponsabilità, stando insieme senza mortificare l'originalità di alcuno.

Durante la conferenza saranno presentati anche due importanti momenti che vedranno coinvolta la Chiesa di Nola e che si svolgeranno presso il centro commerciale Vulcano Buono.

Il 26 dicembre infatti, alle 12:00, mons. Beniamino Depalma - in occasione del pranzo con i poveri promosso dalla direzione del Vulcano Buono, dai comuni del comprensorio nolano e da realtà associative del territorio – presiederà una celebrazione eucaristica all’interno dell’opera progettata da Renzo Piano, per ricordare come il servizio ai più deboli possa essere momento di incontro con Cristo.

Il 7 e 8 gennaio, invece, si svolgerà il convegno “E vennero dall’Oriente. Incontro fra le civiltà” che si aprirà con una mostra dedicata ai «Giusti dell'Islam», promossa dal Centro Pime per ricordare che tra i circa ventiduemila «Giusti tra le nazioni» - uomini e donne adoperatisi per salvare la vita di ebrei perseguitati dai nazisti - censiti dallo Yad Vashem - il memoriale della Shoah a Gerusalemme - figurano anche settanta musulmani.

La Chiesa di Nola parte dunque dai volti anche per instaurare un dialogo con le diverse realtà del territorio diocesano che sia testimonianza della possibilità di portare avanti un progetto di rinascita e sviluppo per costruire il quale, ha sottolineato nella lettera pastorale il vescovo Depalma, «chiamiamo con inquietudine evangelica tutti i volti che ci sono intorno, senza distinzioni sociali ed economiche, etniche e culturali. Chiamiamo tutti, ora, a lavorare per il presente e il futuro della nostra gente e della nostra terra».
 


Mariangela Parisi

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