Casalnuovo, Comasa, Il TAR respinge il ricorso

Redazione

“Mancano i pareri favorevoli”. Il Tar respinge il ricorso presentato da CoMaSa per l’annullamento- previa sospensione- dell’ordinanza di chiusura dell’impianto di cogenerazione alimentato a biomasse.

Casalnuovo – La V sezione del Tribunale Amministrativo Regionale per la Campania ha respinto l’istanza presentata dalla CoMaSa a seguito dell’ordinanza con cui il Sindaco Antonio Peluso aveva sospeso l’attività dell’impianto autorizzato dalla Regione Campania nel 2006, in quanto era emerso che lo stesso non aveva mai ricevuto l’assenso delle autorità competenti in materia sanitaria, nonostante sia classificato dalla normativa vigente insalubre e pericoloso.

Con l’ordinanza odierna, la V sezione del Tar Campania, ha riconosciuto la legittimità del provvedimento adottato dal sindaco Peluso, asserendo : “Non risultano acquisiti pareri favorevoli delle autorità competenti in materia ambientale e sanitaria”.
L’ordinanza del Tar conferma la correttezza del provvedimento Sindacale di sospendere l’attività dell’impianto, oggetto fin dal 2006 di aspre polemiche. La centrale termoelettrica è infatti situata in pieno centro abitato e per questo motivo è stata sempre avversata dai numerosi cittadini residenti nelle vicinanze, organizzati anche in Comitati Civici.

All’udienza tenutasi presso il Tar hanno preso parte il Prof. Avv. Felice Laudadio nell’interesse del Comune e gli avvocati Angelo Pisani, Marianna De Martino, Alberto Galia, Nicola Noviello e Antonio Cavallo in rappresentanza dei numerosi cittadini che sono intervenuti nel giudizio a sostegno della posizione del Comune.

“L’esito dell’udienza
- ha dichiarato il sindaco Peluso - conferma che l’amministrazione ha legittimamente e ben operato nell’interesse della cittadinanza. la vicenda – ha proseguito il primo cittadino – non è però conclusa in quanto nel corso della conferenza dei servizi già fissata per il 20 dicembre in regione, rappresenteremo non solo le motivazioni che ci hanno indotto ad emettere l’ordinanza, ma anche le ragioni per cui le autorizzazioni rilasciate nel 2006 e nel 2008 sono viziate e che per tanto bisogna deciderne l’annullamento. Riteniamo- ha concluso- che tali ragioni risiedano principalmente nella necessità di tutelare la salute e la sicurezza dei cittadini che vivono nelle immediate vicinanze dell’impianto, illegittimamente autorizzato in pieno centro abitato, ed in una zona del territorio comunale in cui il PRG vigente vieta del tutto le industrie insalubri”.
 

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