Nola, privati per il “Villaggio della Preistoria”

Redazione

Si cercano partner privati per salvare il "Villaggio della Preistoria" di Nola.

Un imprenditore per mettere in sicurezza e gestire il sito del villaggio della preistoria: così come prospettato per l’area archeologica di Pompei anche a Nola si cercano partner privati per salvare la prestigiosa ed esclusiva testimonianza storica dell’età del bronzo dalla distruzione oltre che per assicurarle la giusta visibilità nell’ambito del turismo culturale.

Il Comune di Nola, con la collaborazione dell’Agenzia di sviluppo, studia le possibilità per arrivare ad una soluzione definitiva prima che sia troppo tardi, prima che l’acqua della falda sotterranea cancelli definitivamente le tracce di un insediamento che risale a 4000 anni fa.

“Il villaggio della Preistoria - rimarca il primo cittadino di Nola, Geremia Biancardi - è il fiore all’occhiello non solo della nostra città ma dell’intero territorio. Un unicum, la cui rilevanza non è solo culturale ma anche scientifica, che va preservato e soprattutto valorizzato ad ogni costo. Per questo metteremo in campo ogni strumento a nostra disposizione per raggiungere l’obiettivo. Non possiamo permettere che un pezzo così prezioso del nostro patrimonio archeologico venga perso. Sarebbe un affronto alla nostra storia oltre che un danno alle prospettive di decollo economico e turistico della nostra area”.

“Avremmo potuto approfittare delle possibilità offerte dai fondi Jessica, risorse comunitarie alle quali il Comune di Nola avrebbe potuto concorrere, ma non avendo ricevuto - spiega il direttore generale dell’Agenzia di sviluppo, Alfonso Setaro - lo studio sulle cause dell’allagamento delle capanne di Croce di papa e le indicazioni sulle misure da adottare per arginare il fenomeno non potremo presentare entro la data stabilita, fissata per il 18 novembre, alcun progetto.

“Si è persa certamente un’occasione preziosa ma - sottolinea ancora Setaro - non la determinazione a raggiungere l’obiettivo”
“L’importante - evidenzia però Setaro - è il concorso e la collaborazione istituzionale senza la quale si rischia nuovamente di perdere altri treni oltre che tempo prezioso. Per questo auspichiamo la collaborazione fattiva della Soprintendenza ai beni archeologici che pure fino ad oggi ha fatto tanto per tutelare il sito”.

 

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