Nola, operazione Energy

Loredana Monda

Sei arresti per associazione a delinquere: uno è residente a Marigliano

NOLA - “Energy”. Si chiama così la maxi operazione condotta a termine dal carabinieri della Compagnia di Nola del Capitano Andrea Massari, che hanno fatto cadere il velo su un danno da un milione di euro alla Enel Spa. Il blitz è scattato alle 4 di stamattina. I militari dell’Arma - che hanno contato sulla collaborazione dei loro colleghi delle Compagnie di Casoria, Giuliano, Castello di Cisterna e Assisi - hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare ai domiciliari, che è stata emessa, il 16 settembre scorso, dal giudice delle indagini preliminari Giosuè Rizziulmo, arrestando sei persone, accusate di associazione a delinquere finalizzata al furto di energia elettrica e alla ricettazione.

Contestualmente i carabinieri hanno notificato dieci avvisi di garanzia e eseguito perquisizioni domiciliari a carico di altrettanti soggetti indagati a piede libero. Le manette sono scattate ai polsi di Enrico Nigro (classe 1960, residente a Marigliano, domiciliato a Nola), Arturo Giacinto (classe 1955, residente a Napoli), Antonio Catena (classe 1958, residente a Casoria),Salvatore Buonocore (classe 1980, residente a Nola), Giuseppe Velluso (classe 1954, residente a Napoli) e Salvatore Prisco (classe 1965, residente a Nola).

Volendo soffermarsi un attimo su una nota di colore diremo che Velluso è stato arrestato ad Assisi, dove si era recato per il matrimonio di un congiunto, a cui, per l’arrivo dei carabinieri, non è riuscito a partecipare. Un contributo significato all’attività della Benemerita - come precisato in una nota dal Procuratore Aggiunto della Repubblica Dottoressa Maria Antonietta Troncone - hanno dato il Nucleo Verificatore dell’Enel di Torre Annunziata e dell’Ufficio Sicurezza dell’Enel di Roma.
 
Detto ciò, entriamo, però, nel dettaglio dell’indagine sfociata nel blitz. Gli accertamenti dei carabinieri sono stati avviati il primo ottobre 2009, dopo l’arresto di Nigro e di Buonocore. Attraverso una perquisizione domiciliare nella casa occupata dai due uomini (legati da vincoli di parentela acquisita), erano state recuperate e sequestrate armi e munizioni.

Un fatto aveva destato l’attenzione dei carabinieri che li avevano subito arrestati per violazione della legge sulle armi: in una zona di pertinenza dell’abitazione controllata erano stati rinvenuti pure grosse quantità di materiale elettrico del genere usato dall’Enel. Si trattava di materiale utile alle alterazioni dei contatori elettrici, quali punzonatrici e punzoni, calchi di sigilli per riprodurre falsi per l’appunto per le alterazioni e la contraffazione di contatori elettrici.

Non è tutto. Erano stati rinvenuti pure nominativi, codici fiscali, codici di clienti dell’Enel, fotocopie di documenti d’identità. Erano state avviati, così, intercettazioni telefoniche a carico dei principali indagati e accertamenti capillari estesi a diverse zone della Regione Campania. Non a caso, l’associazione a delinquere (forse la prima di tal genere scoperta e smantellata nel Napoletano) muoveva da Nola (territorio paradossalmente non coperto per l’erogazione dell’energia dall’Enel bensì dalla Snia), operando, però, ad Avellino, Casoria, Poggiomarino, San Giuseppe Vesuviano.

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