Nola, occupato l'Ufficio URP da uno sfrattato

Redazione

Dichiarazioni dell’assessore Annunziata sulla vicenda della famiglia Caccavale, che ha occupato l'Ufficio Urp al Comune di Nola

NOLA -  A seguito dell’increscioso episodio verificatosi in Comune, nella tarda mattinata di oggi (occupazione per protesta degli uffici URP, da parte della famiglia Caccavale), l’Assessore alla Sussidiarietà Arcangelo Annunziata ha precisato quanto segue:

“Premesso che il Comune di Nola è estraneo alla vicenda giudiziaria del cittadino Caccavale Francesco, che è stato colpito da provvedimento di sfratto, perché occupante abusivo di un appartamento dell’I.A.C.P. nel rione GESCAL; che all’indomani dell’altro spiacevole episodio verificatosi il 31 maggio scorso, abbiamo chiesto ed ottenuto dal legittimo proprietario dell’appartamento occupato abusivamente dal signor Caccavale, un’ulteriore proroga, che sarebbe scaduta oggi, per trovare un’adeguata e duratura sistemazione alla famiglia Caccavale ed in particolare al piccolo Pio; che nelle more il Caccavale si sarebbe impegnato a reperire una nuova abitazione e che l’Amministrazione comunale avrebbe concesso un contributo economico eccezionale, della durata di un anno, per la copertura almeno parziale del canone di locazione; che da verifiche effettuate, non c’è disponibilità di case né da parte dell’Amministrazione Comunale né da parte di altri enti pubblici;

che il Sindaco ed il sottoscritto hanno scritto più volte all’I.A.C.P per un alloggio popolare; che il Sindaco ed il sottoscritto si sono appellati anche al Vescovo di Nola, S.E. Mons. Beniamino Depalma; che, non più tardi di mercoledì scorso, nel corso di un incontro svoltosi in Assessorato, il sig. Caccavale e consorte avevano anche individuato una soluzione (un appartamento sito a Nola, in Via Minichini) ed il Comune si sarebbe accollato, per un anno, il pagamento di almeno la metà del canone di locazione, lo stesso sig. Caccavale, a più riprese, ha ribadito di non voler assolutamente accettare la nostra offerta. Questa e soltanto questa, purtroppo, è la realtà dei fatti, dimostrabile in qualsiasi momento. Noi comunque, consapevoli dell’estremo disagio del caso, siamo sempre disponibili a mediare e ad aiutare la famiglia Caccavale, ovviamente, nei limiti delle nostre possibilità e con la collaborazione delle parti in causa”.

 

Michele Sibilla

 

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