Nola, smantellata un'attività di riciclaggio

Loredana Monda

Scoperto deposito di auto rubate immesse sul mercato con matricola abrasa.

NOLA - Un blitz per smantellare un’attività di riciclaggio. I carabinieri della Compagnia di Nola al comando del Capitano Andrea Massari hanno fatto irruzione in un’officina clandestina, eseguendo un’ordinanza di custodia cautelare, emessa dal Tribunale di Nola in data 19 luglio 2010. In particolare, sono stati gli uomini del Norm, di concerto con i loro colleghi di Saviano, a notificare l’atto a Giacomo Ambrosino, classe 1959, domiciliato a San Vitaliano, ritenuto, per l’appunto, responsabile di riciclaggio.
 
L’attività era stata già controllata il 29 novembre scorso. Al suo interno erano stati rinvenuti e sequestrati, all’epoca dei fatti, 11 motori di autovetture di cui otto con telaio abraso, cinque risultate oggetto di furto. Il riferimento ad una Mini Cooper priva di telaio (rubata il 3 novembre 2009, in zona Salaria, a Roma), una Lancia Y priva di targhe - (considerata di provenienza illecita, ma con accertamenti ancora in corso), una Fiat Panda, priva di targhe e con telaio contraffatto (considerata di provenienza illecita, ma con accertamento in corso), una Fiat Punto (rubata il 28 marzo 2007 a Napoli) e una Fiat 500 (rubata il 20 agosto 2008 a Sant’Anastasia).

In pratica, l’Autorità Giudiziaria - concordando con le risultanze delle investigazioni dei carabinieri - ha stimato l’uomo gravemente indiziato del reato di riciclaggio, per aver realizzato un’officina clandestina (nascosta al piano interrato di officina meccanica a Nola), dove aveva avviato, secondo le accuse, una fiorente attività illecita consistente nell’assemblaggio di autovetture regolarmente circolanti mediante sostituzione delle parti riportanti gli estremi identificativi dei mezzi oggetto di furto con altre parti di automezzi non oggetto di furto ma incidentati.
 
I mezzi, che giungevano all’officina clandestina, vi rimanevano, per l’appunto, il tempo necessario per essere “tagliati” ed assemblati con gli altri mezzi “puliti” benché incidentati. Le indagini hanno portato anche alla denuncia in stato di libertà - ciascuno per singoli episodi - con le stesse ipotesi di reato, L.S. del 1964 di Atrani (SA) ma domiciliato a Napoli, V.S. del 1968 di Sperone (Av), D.Q. del 1967 di Pomigliano d’Arco (NA).

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