“GIU’ LE MANI DALLO STABILIMENTO FIAT DI POMIGLIANO D’ARCO”

Redazione

In campo gli artisti Enzo Gragnaniello, Enzo Avitabile, Tony Cercola, Enzo La Gatta, Gino Rivieccio, Franca Rame e Dario Fo

 

POMIGLIANO - “Il lavoro è dignità”. La città di Pomigliano d’Arco si è fermata per sostenere la vertenza degli operai dello stabilimento Fiat che rischiano il licenziamento . Solidarietà è arrivata anche dal mondo artistico. Il cantautore Partenopeo Enzo Gragnaniello va giù duro:”Questa è una violenza che subiscono i lavoratori. Con quale criterio si chiude una fabbrica. Per il profitto? Non siamo più di fronte ad una crisi economica, ma ad una crisi spirituale e morale da parte di chi dovrebbe coordinare e garantire il lavoro e invece manda per strada tutti gli operai privando anche le loro famiglie del naturale diritto quanto meno alla sopravvivenza”.

Sulla stessa lunghezza d’onda anche l’attore partenopeo Gino Rivieccio:”Un altro colpo inflitto al sud. Lo stabilimento di Pomigliano è l’unico baluardo che ci rimane. Il governo si riempie la bocca affermando in continuazione che il mezzogiorno va sostenuto e aiutato. Si continuano a colpire le categorie deboli. Non tocchiamo gli operai, tagliamo piuttosto le pensioni d’oro e qualche auto blu. Se ne continuano a vedere ancora tante in giro”.

Enzo La Gatta, operatore culturale dello storico gruppo operaio delle Nacchere Rosse dice:”Pomigliano aveva accolto le fabbriche come la salvezza e invece sono state la rovina. Se l’azienda chiude questi operai dove andranno? Ma il governo si rende conto che cosìi aumenta la povertà”.

Non nascondono la propria indignazione il premio nobel Dario Fo e Franca Rame:”Il lavoro è vita, senza di esso si manda la gente a morire. Il lavoro serve anche a tenere lontana la microcriminalità e l’illegalità che si insinua soprattutto laddove c’è povertà ed emarginazione”.

Il percussautore Tony Cercola, invece, dice:”E’ una vergogna, il sud ultimamente si sta distinguendo solo per primati negativi. Non scherziamo sulla pelle degli operai che non sono carne da macello, ma persone con una propria dignità”.

L’artista Enzo Avitabile è pronto anche a dare il proprio contributo artistico per sostenere la causa degli operai:”Ci troviamo di fronte ad un vero e proprio dramma sociale al cui cospetto non possiamo tirarci indietro. Siamo qui pronti a sostenere gli operai”.

A dare il proprio contributo spontaneo è stato anche Marcello Colasurdo che ieri vestito da Zeza insieme al suo gruppo ha animato il lungo corteo di ribellione che ha investito il mondo politico e sindacale di tutta la regione. 5 mila sono i lavoratori che già hanno subito lo scotto da settembre a oggi di 19 settimane di cassa integrazione con salario ridotto e altre ancora ne verranno.

Più di 10 mila anche gli operai dell’indotto che vengono colpiti da questa grande crisi. La 500 si produrrà in Polonia e per lo stabilimento di Pomigliano d’Arco si paventa la chiusura. Migliaia le persone che hanno aderito allo sciopero generale indetto dal comune e da Fim, Fiom, Uilm, Fismic e Rsu con l’adesione di Cgil, Cisl, Uil. In piazza anche le autorità ecclesiastiche con il vescovo di Nola, Beniamino DePalma e tutti i parroci di Pomigliano.

In prima fila l’oratorio salesiano con le suore e le operatrici sociali del don Bosco, la chiesa di San Sossio di Somma Vesuviana, il laboratorio artistico culturale don Carlo Carafa di Mariglianella, l’ex senatore Tommaso Sodano con lo striscione di Rifondazione comunista. Massiccia anche l’adesione del mondo scolastico con la partecipazione tra gli altri del liceo socio pedagogico e linguistico Matilde Serao, l’Itis Barsanti e tutti gli esponenti del monto politico locale e regionale.

 

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