POMIGLIANO D'ARCO: ATTACCO ALLO STATO

Redazione

POMIGLIANO D'ARCO – Ancora attentati che hanno il sapore dell’attacco frontale allo Stato. Un altro fine settimana segnato da azioni eclatanti. Questa volta, ignoti hanno fatto esplodere un grosso petardo dinanzi ad una finestra della stazione dei carabinieri, in Via Umberto I. Sconosciuti hanno lanciato l’ordigno contro un vetro dell’ufficio occupato dal piantone, che, essendo antisfondamento, fortunatamente si è solo incrinato. Il militare era lontano dal vetro in quel momento.Era nella stanza accanto.

Difficile per i residenti del centro storico, non avvertire il rumore provocato dallo scoppio del petardo. Per fortuna, anche questa volta, nessun ferito. I militari dell’Arma in servizio presso la caserma sono risultati tutti illesi. Sull’accaduto, indagano i carabinieri della Compagnia di Castello di Cisterna, al comando del Capitano Orazio Ianniello. Da ricostruire l’esatta dinamica, come le ragioni del nuovo attentato ad un’istituzione dello Stato. Gli inquirenti battono diverse piste. Nessuna ipotesi può essere scartata.

 I carabinieri tendono, comunque, a capire, anche, se l’atto non possa qualificarsi come una ritorsione per l’incremento di controlli degli ultimi mesi, soprattutto in materia di controllo alla circolazione stradale, sfociato, tra l’altro, anche nel sequestro di numerosi mezzi. Ora, l’attenzione si sofferma sui resti del petardo esploso, alla ricerca di indizi che possa aiutare a confutare o a smentile legami con altri atti criminosi. Il sindaco Antonio Della Ratta continua ad affermare che chi pensa di agire nell’illegalità per intimorire e arrestare l’opera delle istituzioni non riuscirà nel suo intento.

Appaiono, insomma, messi in discussione l’ordine e la legalità, che dovrebbero essere sempre i crismi di una società sana. Si registra, tuttavia, un clima teso, caratterizzato da una escalation di violenza. Impossibile dimenticare
tutto ciò che accaduto in poche settimane. La notte tra il 20 e il 21 gennaio 2009, con una cittadina perplessa ma desiderosa di reagire, sempre ignoti, avevano esploso cinque colpi di arma da fuoco contro il portale d’ingresso dell’abitazione del sindaco Antonio Della Ratta, di cui tre finiti in un vetro, gli altri due rimbalzati su parti metalliche.

 Nessun ferito, fortunatamente, neanche in quella circostanza. Ancora, dieci giorni prima, esattamente in data 11 gennaio, una bomba carta era stata fatta esplodere dinanzi ad un ingresso del Palazzo Municipale. Contro l’amministrazione anche due proiettili in una busta, una lettera minatoria e una testa di manichino bruciata. A questo punto, diventa sempre più improbabile che si tratti di bravate. Gli attentati sembrano spia di frizioni non estranee a movimenti di camorra. Non manca, tra gli osservatori esterni più che tra gli addetti ai lavori, chi sottolinea come sia plausibile che in una
città, inserita in un intero comprensorio in cui le continue operazioni delle forze dell’ordine hanno smantellato più clan anche rivali, possano verificarsi fatti incresciosi, frutto della ricerca spasmodica di nuovi equilibri. 

Loredana Monda

 

 

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