POMIGLIANO: SCUOLE NELLA BUFERA

Redazione

POMIGLIANO D’ARCO. Bufera non stop sulla questione dimensionamento scolastico. L’assessore Sofia Salvati ha rotto ogni trattativa con i genitori, gli insegnanti e i consigli di circolo del I e III circolo confermando il vecchio piano calato dall’alto e stilato senza coinvolgere i vertici scolastici, che incide pesantemente sulla didattica delle due scuole.

In pratica viene penalizzata la progettualità portata avanti soprattutto dalla scuola del quartiere Sulmona, che così perde i plessi distaccati di Fiume e Rodari e gran parte del personale docente che al suo attivo ha una pluriennale esperienza con i minori a rischio.

Una scuola che si può definire di avanguardia che ha sempre operato in un contesto difficile e che adesso deve subire degli assurdi tagli. “Il tutto per non far ricorso ad un istituto comprensivo e agevolare la media Catullo sottodimensionata rispetto alla altre scuole”. A denunciarlo sono i genitori che puntano l’indice contro l’atteggiamento di chiusura dell’assessore al ramo che non ha rispettato la volontà dell’assessore regionale, Corrado Gabriele, e dello stesso sindaco, Antonio Della Ratta, che in un convegno pubblico tenuto a Pomigliano avevano assicurato che “avrebbero tenuto conto delle richieste giunte da parte del mondo scolastico per predisporre insieme un piano di razionalizzazione condiviso”.
>L’assessore Gabriele categorico aveva dichiarato: ”Non firmerò mai il piano di dimensionamento se non si raggiungerà l’intesa con le istituzioni scolastiche”. Lo stesso avevano assicurato anche il consigliere regionale Michele Caiazzo e Felice Iossa, critico nei confronti del piano e del modus operandi utilizzato. Intanto i genitori e gli insegnanti hanno preparato un esposto indirizzato proprio all’assessore Gabriele dove chiedono di far luce sul perché vengono calpestate le loro richieste e soprattutto sul perché sono stati accelerati i tempi, dato che le scuola hanno 2 anni di tempo per conformarsi alla riforma Gelmini.

L’assessore Salvati, infatti, in una riunione tenuta venerdì scorso con gli esponenti del mondo scolastico alla presenza di 4 dirigenti scolastici su 6 ha fatto presente che entro il 1 dicembre su sollecitazione della provincia doveva confermare il piano. “Cosa che –chiariscono i genitori- non sarebbe così: era stata concessa una proroga fino al 5 dicembre “. Insomma un vero out out che ha lasciato senza parole i dirigenti scolastici ai quali era stato garantito che sarebbero stati apportati dei correttivi tenendo conto delle giuste richieste avanzate.

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