AGRIMONDA: CENERI TOSSICHE, BONIFICA AL PALO

Redazione

MARIGLIANELLA. Diventa sempre più un miraggio la bonifica dei rifiuti altamente tossici dell’incendio del deposito di fitofarmaci e chimici per l’agricoltura “Agrimonda”. Un sito situato alla periferia di Mariglianella, ma a una manciata di metri dalla popolosa via Pasubio, a Marigliano.

La ditta incaricata dalla Regione per la rimozione delle ceneri combuste che da 13 anni giacciono sul luogo del disastro, in via Variante 7bis, non riesce a trovare una discarica disposta ad accogliere i 4 mila metri cubi di rifiuti inquinanti. La lunga odissea tra piani di caratterizzazione e dati in netta contraddizione tra loro continua.

Era il 18 luglio del 1995 quando un incendio di natura dolosa distrusse il deposito mandando in fumo diverse tonnellate di anticrittogamici. Da allora si sono susseguiti diversi sopralluoghi tecnici e analisi che hanno ancora più allontanato la bonifica. Una bonifica più volte annunciata e mai decollata che si tinge sempre più di giallo. Da una parte c’è un piano di caratterizzazione dei tecnici del comune che stima intorno agli 8 milioni di euro la bonifica inserita tra quelle dei siti di interesse nazionale per l’alto grado di tossicità e dall’altra una relazione tecnica della regione che ha ridotto il tutto a 6oo mila euro.

Come se non bastasse, poi, da una parte i rifiuti sono stati ritenuti come assimilabili a quelli urbani e dall’altra un ultimo piano di campionamento ha messo in evidenza una elevata percentuale di benzene, superiore ai parametri tollerabili. Intanto, però, le ceneri combuste stavano per essere liquidate come rifiuti tal quale, ossia rifiuti indifferenziati simili a quelli urbani se non fosse stato per il fatto che nessun sito di smaltimento vuole accoglierle, se non dopo previa riduzione delle sostanze tossiche.

Ad annunciarlo al comune sono stati i tecnici incaricati alla bonifica. Per l’ 8 gennaio al comune di Mariglianella è stata fissata una riunione urgente con i responsabili delle associazioni e dei comitati civici per fare il punto della situazione. “Abbiamo sollecitato un tavolo tecnico -afferma l’assessore all’ambiente Michele Rescigno- con i tecnici della regione e tutte le parti interessate per farci chiarire la vicenda”. Intanto i comitati civici tra cui “Terra Mia” hanno presentato un corposo dossier al procuratore delle Repubblica di Nola, Mancuso, per far luce sulla questione. Si tratta di un dossier in cui si fa riferimento a numerose omissioni commesse da parte degli organi preposti ai controlli, sollecitando l’avvio di un’inchiesta.

I firmatari della denuncia chiedono, inoltre, alla luce dei diversi decessi avvenuti in zona per neoplasie e malattie cancerogene di avviare uno screening epidemiologico sulla popolazione residente, almeno in un raggio di 500 metri. Si sollecita anche un progetto dettagliato delle varie operazioni finalizzate alla bonifica con i relativi costi, oltre che una rilevazione degli agenti inquinanti correlati al sito, sul sangue e sui liquidi biologici su un campione di residenti. Si tratta, secondo i denuncianti, di indagini necessarie a cui andrebbero affiancate anche accurate analisi sulle matrici ambientali, soprattutto, l’acqua, che andrebbero effettuate a valle e non a monte come avvenuto finora.

Anita Capasso da "Il Mattino"

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