TRIBUNALE AMMINISTRATIVO E SOTTOTETTI

Redazione

MARIGLIANO - La Seconda Sezione del Tribunale Amministrativo Regionale per la Campania, composta dai Magistrati dott. Carlo d'Alessandro (Presidente), dott. Pierluigi Russo (Consigliere, estensore) e dott. Vincenzo Blanda (Referendario) si è pronunciata su un altro ricorso proposto da una nostra concittadina. Per la tutela della privacy ometto il nominativo della signora difesa da Marco Mainardi e Marco Ambon contro il Comune di Marigliano, per l'annullamento, previa sospensione, dell'ordinanza n° 89 del 19 marzo 2007, con la quale è stato disposto l'annullamento in via di autotutela del permesso a costruire n° 64, rilasciato in data 30.06.2005, per la realizzazione di sottotetti non abitabili.

La relativa sentenza, depositata in segreteria sin dal 15 maggio 2008, la potete scaricare Voi direttamente dagli Atti del T.A.R. Campania. Eccovi i dati: Il ricorso è registrato con il n° 3271/2007, la sentenza è la n° 4525/2008. Con la rabbia tipica di chi ama il proprio lavoro, ma ha perso la tranquillità di operare nel campo edilizio mariglianese, Vi sottolineo qualche passo. Vi prometto di essere breve: a voi l'ardua sentenza! Andiamo alla quarta pagina:

"…a seguito di sopralluogo..sono state riscontrate..alcune difformità rispetto al titolo edilizio consistenti nella variazione delle altezze (quella minima da ml. 2,00 a ml. 2,05, quella massima da ml. 2,70 a ml. 2,75)….". Alla successiva pagina si legge "..in quanto la ricorrente contesta la sussistenza della detta difformità, allegando il verbale di sequestro preventivo..(e la relazione del direttore dei lavori. N.d.r.)..ove si attesta che il piano sottotetto risulta nelle altezze conforme ai grafici.. Alla stregua di quanto sopra, il Collegio ritiene di dover dichiarare il ricorso, nella parte in cui è impugnato l'ordine di ripristino dello stato dei luoghi, improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse, facendo peraltro espressamente salva la podestà del Comune, A LAVORI ULTIMATI, di verificare l'effettiva conformita' dei lavori al titolo edilizio." Per completezza Vi informo che le spese processuali sono "compensate".

Viene da domandarsi: vengono accertati 5 cm di difformità. 5 cm sono esattamente lo spessore del massetto comprensivo del pavimento….. Ma gli hanno dato il tempo di metterlo in opera?! Lo consiglia pure il T.a.r. al Comune di Marigliano: a lavori ultimati, puoi controllare come e quando vuoi tu! Mi domando quanto costino ai concittadini onesti ed allo Stato Italiano questi processi. Quante "autostrade legali" si debbano percorrere. A quante interpretazioni si presta un articolo delle decadute norme di attuazione (il 25 che va letto con il 3) che Chi ha partorito (l'arch. Miano) sostiene non essere oggetto di alcun disegno criminoso?!.

Un noto e gentile avvocato nolano mi richiama l'attenzione all'art. 38 del Testo Unico dell'Edilizia: "Interventi eseguiti in base a permesso annullato" che Vi allego in calce. Al riguardo vi dirò che mi dà fastidio la sola idea di pensare alla parola "abuso". Concludo: fino a qualche tempo fa provavo un amaro dispiacere nel vedere una dolce e brava collega architetto che, con pettorina e tanto di casco delle Poste Italiane era intenta a consegnare lettere e pacchetti.. Se si dovesse lavorare solo per Marigliano mi verrebbe qualche dubbio: che abbia fatto la scelta più sensata?

Art. 38 (L) - Interventi eseguiti in base a permesso annullato (Legge 28 febbraio 1985, n. 47, art. 11; d.lgs. 18 agosto 2000, n. 267, art. 107 e 109) 1. In caso di annullamento del permesso, qualora non sia possibile, in base a motivata valutazione, la rimozione dei vizi delle procedure amministrative o la restituzione in pristino, il dirigente o il responsabile del competente ufficio comunale applica una sanzione pecuniaria pari al valore venale delle opere o loro parti abusivamente eseguite, valutato dall'agenzia del territorio, anche sulla base di accordi stipulati tra quest'ultima e l'amministrazione comunale. La valutazione dell'agenzia è notificata all'interessato dal dirigente o dal responsabile dell'ufficio e diviene definitiva decorsi i termini di impugnativa. 2. L'integrale corresponsione della sanzione pecuniaria irrogata produce i medesimi effetti del permesso di costruire in sanatoria di cui all'articolo 36.



Attesa la complessità della materia, ritenendo di fare cosa utile a Chi volesse approfondirla, mi pregio di allegare il link del commento all'art. 38 tratto dal testo "Testo Unico dell'edilizio e norme collegate" di E. Lequaglie e M. Miguidi, pagg. 548,548 e 549. Maggioli Editori Repubblica di San Marino- ottobre 2008.

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Nino Serpico archiserpico@libero.it

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