Acerra, al via le firme contro la NGP ‘Bioveleni’

Redazione

Piu’ di centro firme raccolte solo domenica mattina in Piazza Duomo
Appello delle associazioni: “Acerrani, venite a firmare per la vostra salute!”
Acerra – “Quando la politica non riesce a risolvere importanti questioni è giusto dare la parola ai cittadini”. Così ha esordito Alfonso Liguori, consigliere comunale del Pdl acerrano, che, dopo il flop nel consiglio del 3 febbraio scorso, ha lanciato la proposta di referendum per costringere il sindaco ad utilizzare i poteri speciali per bloccare la NGP Bionarura Srl. Ribattezzata dagli ambientalisti acerrani ‘NGP Bioveleni’. “Abbiamo raccolto più di cento firme stamane – ha dichiarato Liguori – la gente è arrabbiata.

 Non si può abbandonare l’aula per non votare il mio ordine del giorno che scongiurava, di fatto, l’insediamento di questa fabbrica dei veleni, autentica bomba ecologica che stoccherà 2400 tonnellate di liquami tossici al giorno!”. Con 500 firme si può presentare la proposta referendaria, con 1300 circa si ammette la legittimità del referendum. Ma su tutto c’è il rischio del quorum, come tutti i referendum propositivi comunali. Bisognerà superare il 50% piu’ uno dei SI per poter validare il quesito referendario. E la giunta potrà sempre decidere di non tenerne conto. Buona l’affluenza in Piazza Duomo per la prima giornata di raccolta.

 Presenti le associazioni aderenti alla campagna referendaria: Fed. Assocampaniafelix, Le Donne del 29 Agosto, l’associazione Osis, l’assocciazione Raggi di Sole, l’Associazione Edons e tanti altri attivisti. Seguiranno altre raccolte firme in vari punti della città. Anche alcuni consiglieri comunali hanno firmato. Tra questi Carlo Elmo della maggioranza, Esposito, Bigliardo e lo stesso Liguori per l’opposizione. Non sono mancate le bordate ai politici a proposito del comportamento della maggioranza che in consiglio ha abbandonato l’aula nel momento cruciale. “C’è un giro di tangenti su questa vicenda che vede coinvolti molti nostri amministratori” dichiara Antonio Montesarchio, ex dipendente Montefibre, da anni strenuo combattente per la tutela del diritto alla salute, dopo i 250 morti a Casoria tra i 2000 operai Montefibre la rabbia è tanta, glielo si legge negli occhi.

 “Tommaso Esposito ha abbandonato la lotta per la salute di Acerra e ha dimenticato che anch’egli era in piazza contro lo scempio ambientale”, ha commentato amaramente Sandro Sicignano, relatore della delibera del 2000, redatta insieme all’Avvocato Bianco, che consentiva al sindaco di bloccare le industrie inquinanti sul territorio acerrano. “se non ha voluto utilizzare quei poteri il sindaco jha altri interessi che non sono quelli della comunità”. La Federazione Assocampaniafelix ha annunciato che Coldiretti Campania si occuperà della vicenda in settimana e forse presenterà insieme a Legambiente Campania il ricorso al TAR contro la delibera regionale che autorizza la NGP a trattare i liquami pericolosi.

Virginia Petrellese, battagliera Donna del 29 agosto, dichiara: “La battaglia per la salute non puo’ avere colorazione politica. Ci teniamo a ribadire che continueremo a lottare contro ogni abuso ambientale e che mette a repentaglio la salute pubblica a prescindere dal chi gestisce l’amministrazione. Acerra è in grave pericolo, acerrani venite a firmare!”.
Gennaro Esposito

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