Acerra e i suoi mali invisibili: il problema dei diversamente abili

Redazione

La città di Acerra è famosa per tante, tante cose. Molte più di quante i suoi stessi abitanti credono. Fra le più antiche della Campania, vanta una lunga storia che pochi conoscono e che, invece, merita di essere raccontata. Assediata da Annibale all’epoca degli Antichi Romani, abitata da nobili che hanno lasciato il segno del loro passaggio nel Castello Baronale – attualmente in ristrutturazione, secondo un progetto iniziato dall’ex Sindaco Espedito Marletta e portato avanti dall’attuale Amministrazione - , ha dato i natali alla Maschera di Pulcinella, ma oggi, viene per lo più ricordata per essere sede dell’unico Termovalorizzatore della Regione, inaugurato nonostante tutte le proteste e le battaglie portate avanti, oscurando con la sua ombra persino la luce della splendida cattedrale del Duomo, che sorge sulle vestigia molto più arcaiche di un tempio pagano dedicato ad Ercole, ormai dimenticato.

Tuttavia, non è su tutto questo che vogliamo attirare l’attenzione. Non stavolta, almeno. Di problemi nel nostro Paese ce ne sono sempre stati, ma l’occhio par cadere sempre sugli stessi, nonostante il trascorrere degli anni, mentre altri vengono ignorati, abbandonati a loro stessi, o, più semplicemente, pochi tendono a farci caso davvero. Come la questione dei disabili, per esempio. In una città che il più delle volte si rivela non essere in tutti i suoi angoli a misura d’uomo, numerose sono le difficoltà incontrate da questa categoria sociale, a cominciare dalle barriere architettoniche, costituite anche da un semplice gradino.

 Quest’articolo, d’altronde, nasce sotto esplicito suggerimento di un padre la cui figlia soffre d’una malattia che la costringe su una sedia a rotelle e che, come altri simili a lei, ogni giorno deve far fronte a simili ostacoli. Una richiesta da parte di un genitore si rivela così essere per noi l’opportunità di aprire gli occhi su quanto ci circonda: nella località Spiniello vi sono marciapiedi larghi, che consentirebbero il passaggio agevole delle carrozzine, questo sì, se non fosse però per gli alberi piantati giusto al centro degli stessi, sorgendo come scogli in mezzo al mare, impossibili da aggirare e le strade malandate dove in più punti il cemento manca e al suo posto si trovano fosse e avallamenti, sono un pericolo tanto per loro quanto per automobili e scooter.

Alcune sono state riparate, ma ce ne sono altre, nelle Madonelle così come nei pressi del Gaudello e potrei continuare con esempi simili all’infinito. Basti pensare alla gran quantità di passaggi a livello che si trovano dislocati in più punti, qui, nel Comune e che non sono certo facili da attraversare. Fortunatamente, associazioni che svolgono lavoro di volontariato in questo senso esistono e sono anche ben dislocate sul nostro territorio, ma, purtroppo, non basta. Acerra così come ogni altra città italiana, europea e non, deve far fronte a questi problemi con tutti i mezzi necessari ed in tutti i modi possibili, prendendo a cuore un problema che, a dispetto di quanto invece possa sembrare, è in realtà molto più serio e diffuso di quanto ci si aspetterebbe.

E a questo proposito il portale della città, reperibile tramite Internet collegandosi al sito www.comune.acerra.na.it è fornito di una sezione apposita per i disabili, formata da diversi voci, quali “Assistenza Domiciliare”, “Trasporti Scolastici”, “Assistenza Scolastica” e “Link Utili”. Per quanto riguarda la prima, sono già coinvolti circa 80 diversamente abili e tra questi una quota percentuale riceve assistenza con progetti personalizzati. La richiesta di assistenza domiciliare può essere inoltrata in qualsiasi periodo dell'anno al Comune di Acerra - Ufficio Politiche Sociali - tel. 081.5219104 - 081.5219114. Il trasporto scolastico, inoltre, è valido a partire dalle scuole elementari fino alle superiori e durante gli orari di lezione è stato previsto un lavoro di tutoraggio da parte di educatori professionali, sociologi, psicologi e pedagogisti, ma le iniziative previste si fermano qui.

Nulla di più, nulla di meno.Niente che vada al di là dell’ordinario o del minimo richiesto dalla legislazione. La strada da percorrere è ancora lunga e molto altro po’ essere fatto. La speranza è che la nuova amministrazione possa muoversi in questo senso al più presto possibile, con nuove proposte ed idee che possano assicurare un futuro concretamente vivibile per la maggior parte della popolazione, fasce più sfortunate ed indigenti comprese. Un proposito da tenere a mente per l’anno che verrà. Noi intanto attendiamo. Ancora una volta. Con un occhio diverso nei confronti del prossimo.
Annamaria Bianco
 

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