Nola, arrestati tre falsari

Redazione

NOLA - Alle prime luci dell’alba del 9 giugno, il personale della sezione di Polizia Giudiziaria della Procura della Repubblica di Nola del dott. Paolo Mancuso e i carabinieri della Compagnia di Nola del Capitano Gianluca Piasentin ha eseguito ad un'ordinanza di custodia cautelare ai domiciliari, emessa dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Nola, per i reati di contraffazione di pubblici sigilli, di falsità materiale commessa da privato, di possesso e di fabbricazione di documenti di identificazione falsi, di ricettazione e altro. I provvedimenti hanno colpito il cinquantenne Pasquale Soriano di Avella (Av), il trentaquattrenne Enrico Di Donato di Napoli e il trentasettenne marocchino Samir Snaibel di Sant’Anastasia, tutti già noti alle forze dell’ordine.

Un'attività
di indagine, che si è basata su intercettazioni, servizi di pedinamento e di osservazione, sequestri e altro, condotta proprio dalla Sezione di PG della Procura e dai militari dell’Arma della Compagnia di Nola, avviata nel mese di ottobre del 2008, ha consentito di disarticolare una collaudata organizzazione (costituita prevalentemente, quali principali referenti, dai tre arrestati e, con ruolo secondario, da altri individui, italiani e stranieri, due dei quali sono stati sottoposti, col medesimo provvedimento cautelare, all'obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria, mentre altri sono tuttora sottoposti ad indagine), che aveva per scopo il reperimento e/o il procacciamento di documenti falsi di vario genere, da quelli di riconoscimento personale, a quelli di autovetture (carte di circolazione e certificati di proprietà), titoli di studio (quali diplomi e lauree), codici fiscali, patenti di guida, nonchè valori bollati, realizzati con sofisticati strumenti che ne rendevano le fattezze molto simili a quelli originali, per le finalità sottese al loro consequenziale utilizzo illecito (accensione di conti correnti, riciclaggio e ricettazione di autovetture, occupazione di posti di lavoro richiedenti specifici requisiti professionali).

Il cittadino marocchino menzionato deve rispondere, inoltre, del reato di favoreggiamento dell'immigrazione clandestina e contraffazione di sigilli dello Stato, per aver realizzato e per aver procurato un permesso di soggiorno a un connazionale. Nel corso dell'attività investigativa, sono stati sequestrati, anche a titolo di riscontro delle indagini in corso, numerosi documenti, trovati in possesso degli indagati o dei beneficiari ultimi o di altre figure intermediarie.
 

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