Acerra, la città dei bambini

Annamaria Bianco

ACERRA - Nella febbrile atmosfera del mese di maggio, nella cui aria si respira un’ormai sempre più fremente attesa dell’estate, il comune di Acerra, fra i vari eventi organizzati, ne ha riservati alcuni anche ai più piccoli, coinvolgendo così anche loro nell’entusiasmo collettivo prevacanziero.

Martedì 25 maggio, infatti, attorno alle ore 17.00 presso il Teatro Italia, in via F. Castaldi, in collaborazione con l’UNICEF, sono state consegnate delle pigotte alle bambine e ai bambini della città nati nel corso di quest’anno, al suono dello slogan: “Ogni pigotta adottata è una vita salvata.” Pigotta è un termine del dialetto lombardo, che corrisponde al nostro acerrano “Pupata”, e si riferisce alla tradizionale bambola di pezza realizzata a mano che è stata per molte generazioni il gioco preferito dell’infanzia.

La giornata,
collocata nell’ambito di un progetto denominato “Uniti per i bambini”, secondo un protocollo sottoscritto anche dall’ANCI, è stato un modo per l’Amministrazione di promuovere iniziative che mirino a rispettare la Convenzione ONU sui Diritti dell’Infanzia e di favorire ed accrescere, inoltre, la conoscenza ed il rispetto del territorio con particolare riferimento ai temi di natura sociale, culturale ed ambientale.

Le bambole sono state realizzate dagli studenti delle scuole, dalle nonne, dai diversamente abili e da tanti altri volontari, ampliando così il cerchio della solidarietà. Giovedì 27 e venerdì 28, poi, il IV circolo didattico ha presentato il proprio saggio di fine anno presso la sede di via Spiniello, intitolato “TERRITORIalMENTE”, incentrato sulle tematiche del territorio e dell’alimentazione che ne è espressione.

Gli allievi della scuola dell’infanzia si sono esibiti per primi, alle prese con “il sapore della poesia”; in seguito, è stato il turno di quelli delle classi quinte della scuola primaria, coi “saperi e sapori all’ombra del Vesuvio”.

A volte
la tavola imbandita diventa una nave di poeti ed il poetare un gustoso navigare: questo il messaggio che hanno voluto offrire non solo alle proprie famiglie, ma all’intera cittadinanza. I bambini riescono a dimostrarsi grandi maestri anche con poco.
 

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