Radio Onda Pazza NON può Chiudere

Daniela Caliendo

San Giovanni a Teduccio, quartiere della periferia orientale di Napoli, vittima di speculazione edilizia, si dimena tra le braccia della camorra ma da anni porta con sé un respiro di legalità e riscatto, quello del circolo musica e cultura “Peppino Impastato”e di Radio Onda Pazza.

L’Associazione, radicata ormai nel territorio, rappresenta un’alternativa per i tanti giovani che riconoscono in “madre camorra” l’unica vera forma di vita. Ma oggi vengono lasciati soli senza sostegni finanziari per portare avanti la loro battaglia di legalità e giustizia. Se non troveranno alcuno sponsor saranno destinati a chiudere nelle prime settimane di ottobre.

La nostra terra ha bisogno di nuova linfa per tornare a crescere rigogliosa. Troppe sono le associazioni che combattono contro la camorra ad essere lasciate sole. Non possiamo permettere che questo accada anche ai giovani di San Giovanni. E’ nostra responsabilità civica aiutarli. Invitiamo a diffondere la notizia e a dare un aiuto concreto all’associazione.
A seguire, il comunicato stampa rilasciato dal circolo “Peppino Impastato” e il sito web sul quale è possibile trovare informazioni e numeri di telefono radioondapazza.it

“ Con enorme dispiacere comunichiamo che il circolo musica e cultura “Peppino Impastato” e con se Radio Onda Pazza termineranno la propria attività nei primi giorni di ottobre.
Purtroppo dopo reiterati tentativi di richieste di sostegno economico ad enti pubblici e privati, ci ritroviamo ancora una volta soli a fronteggiare i bisogni dei giovani del nostro territorio, abbandonati da tutti quelli che dicevano di esserci vicini quando è stata fondata la web radio anticamorra, ma che alla fine hanno dimostrato solo di voler “cavalcare” l’onda del momento per puro interesse personale.

Il nostro impegno sul territorio ci ha sempre contraddistinto dagli altri per la sua autonomia e l’impegno gratuito, di chi crede ancora nei sani valori della legalità, che i nostri giovani soci hanno profuso col loro impegno nel corso di questi anni. La nostra associazione ha sempre creduto che l’antimafia non sia fatta solo di slogan e manifestazioni, ma soprattutto di un impegno costante sul territorio, a contatto con le fasce sociali più a rischio , con i ragazzi e i giovani di tutte le età. Da anni nel nostro circolo decine di giovani si sono accostati a noi,chiedendoci aiuto, abbiamo parlato con loro, abbiamo consigliato percorsi alternativi a quelli che loro si proponevano, seguendoli nelle scuole, nelle quali abbiamo avviato attività, ovviamente gratuite con la web radio e tant’altro ancora.
Siamo rimasti soli ma, cosa più grave, sono rimasti soli soprattutto i ragazzi che noi definiamo “i nostri piccoli amici” che in noi avevano trovato un sano riferimento nel quartiere.

Forse la nostra voglia di indipendenza e la determinazione a non chinare il capo ha incentivato la graduale desertificazione di istituzioni e enti vari dalla nostra associazione. Ripetiamo da anni, continueremo a farlo anche da semplici cittadini, che il problema principale del nostro quartiere è prima di tutto la politica dei partiti, la quale utilizza sul nostro territorio una logica clientelare e di sudditanza, che mira a sottomettere intere famiglie con illusioni di opportunità di lavoro e piaceri vari, dimenticando invece i problemi reali del territorio, il quale vive situazioni di degrado sociale e culturale che ogni giorno peggiorano sempre di più. È in situazioni come queste che la camorra e la criminalità in generale riesce a fare i propri interessi e a trovare largo consenso, soprattutto tra i giovani che non riescono più ad immaginare un futuro diverso da quello che viene proposto loro. La nostra città protagonista di continue emergenze, soprattutto sociali, non ha fondi per finanziare attività di recupero per minori e per associazioni che si impegnano nel contrastare le mafie, ma ci amareggia constatare che poi vengono spesi 750.000 € (SETTECENTOCINQUANTAMILA EURO) per un concerto di poco più di un’ora…

Nell’ultimo mese abbiamo inviato decine di e-mail ad enti, fondazioni private e rappresentanti istituzionali ma nessuno ci ha risposto, nessuno è interessato a finanziare attività per i giovani del nostro quartiere, forse perché non lucrative o perché non siamo una grande realtà associativa che consenta un ritorno pubblicitario. Molti si impegnano ad aiutare, seppur giustamente, realtà lontane, dimenticando poi i giovani figli di questa nostra amata ma martoriata terra, giovani che hanno il pieno diritto di avere almeno una possibilità di scegliere e cambiare, ma ai quali fino ed ora nessuno vuole tendere una mano. Tutti parlano di camorra e di degrado sociale credendo forse che tutto ciò lo si combatte con interventi “straordinari”, ma non è così, per fare ciò c’è bisogno di un lavoro quotidiano che mobiliti le coscienze delle nuove generazioni e che doti loro degli strumenti opportuni e giusti, atti ad essere cittadine e cittadini alla pari di tanti altri ragazzi più fortunati, con una piccola presunzione possiamo dire che è ciò che da sempre cerchiamo di proporre e di offrire al territorio.

Ci duole constatare ancora una volta che non c’è il reale interesse a contrastare il fenomeno mafioso, tutti sono pronti ad indignarsi in occasioni prestabilite, come nel giorno della memoria per le vittime delle mafie (21 marzo), nell’anniversario delle stragi di Capaci e via D’Amelio, ma nessuno realmente porta avanti il pensiero di tutti quegli uomini e quelle donne che hanno perso la vita per un paese migliore, libero dalle mafie. Paolo Borsellino diceva : "…Se la gioventù le negherà il consenso, anche l'onnipotente e misteriosa mafia svanirà come un incubo"… il nostro auspicio è che un giorno qualcuno se ne renda conto. Ringraziamo quelle poche persone che in questi anni ci sono stati vicine e, come detto sopra, vi comunichiamo che se non riusciremo a trovare sponsor e finanziatori in questi ultimi giorni, le nostre attività termineranno nella prima settimana di ottobre, perché da troppo tempo, oramai, ci troviamo in questa situazione.”

 

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