CAINO E ABELE IN TEATRO

Silvia Conte

In principio la luce, un raggio di sole che squarcia il buio. E la vita che irrompe sul grande palcoscenico del tempo come sull’umile scena di un teatro qualsiasi in questo piccolo angolo di mondo. Io sono Caino. Io sono Abele. E questa è la mia e la tua storia.

Dalla mano che per prima ha forgiato, con l’amore di un padre, i lineamenti incerti di una nuova verità. Due frammenti puri di un’unica anima insozzati dal peccato, ma consacrati dal riflesso di quella luce che purifica e perdona. Luce gravida di vita come il ventre della prima donna. Offuscata dal sangue innocente versato da mani fraterne.

Luce che muore e risorge come il sole che al mattino ritorna a squarciare le tenebre, come un corpo di uomo che ritrova la Vita oltre lo spazio ed il tempo, oltre l’infamia e il tradimento. Luce indelebile ed eterna, che protegge e perdona. Perché tutto nasce dalla luce e tutto alla luce ritorna. E luce e buio si alternano, bene e male, attorno a noi come in ognuno di noi. Io sono Caino, io sono Abele. Io sono la santità io sono il peccato. Io sono il Cristo Gesù, io sono Giuda il traditore.

E il mio nome è Francesco, umile servo fatto Santo per un Dio che amo e inseguo nei volti di ogni uomo e nel loro dolore, nelle più piccole sfumature del creato….e sono Chiara… E mi chiamo Giovanna, impavido cuore di donna al servizio della immensa giustizia e di quell’unica libertà che guida alla gloria. E sono l’Amore santo e l’amore profano. L’infinita bontà e l’odio che acceca.

E rivivo nei volti dei fratelli che uccidono i fratelli, e nelle ferite di due anime affini cui è negata la vita. Io sono un Montecchi, Io sono un Capuleti il nostro nome è Romeo e Giulietta. E la mia pelle è colore dell’ebano e bianca come l’avorio. E sono schiavo e padrone e vestito di ricchi abiti e catene. E sono Anna, rondine rinchiusa in una gabbia d’asfalto e filo spinato. E sono un’anima inciampata sulla crudeltà del mondo. E sono la vittima e sono l’aguzzino. Il coltello e la ferità. E sono la condanna e la misericordia. La misericordia, il perdono. Ed ancora… Io sono Caino. Io sono Abele. E voi?

Tutto nasce dalla luce e alla luce ritorna. E luce e buio si alternano, come il bene e il male, sul grande palcoscenico della vita e su un piccolo palcoscenico di un teatro qualsiasi Io sono Caino. Io sono Abele. Entrambi accomunati da un unico destino. Sin dal principio e fino alla fine dei giorni. Ognuno prigioniero della propria ambiguità. Perché troppo labile è il confine tra il bene ed il male, troppo difficile scegliere da che parte stare.

Un respiro inatteso, una nota sfalsata…… basta poco a dare il via al complesso rincorrersi e sovrapporsi del Bene e del Male. Basta un piccolo alito di vento a cambiare la storia. In equilibrio precario, sospesi sul margine di questa eterna contrapposizione, o ha un barcolliamo sfiorando ora l’abisso del buio, ora le altezze della luce. Perché è in noi la debolezza della resa e la forza della resistenza. La viltà dell’odio e del tradimento e il coraggio della lealtà.

L’oscurità della diffidenza e ostilità e la cristallina trasparenza di un sorriso. La catena dell’odio e la libertà dell’amore. La musica degli istanti che si succedono inarrestabili nella nostra breve esistenza, scandisce il tempo in cui ogni uomo è chiamato alla scelta. Io sono Caino. Io sono Abele. E voi?

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