A CHE ORA È LA FINE DEL MONDO?

Silvia Conte

Considerazioni semiserie sullo stato del pianeta.

Da qualche mese, ormai, al telegiornale si susseguono presagi nefasti sull'avvenire dell'umanità. Scienziati, giornalisti, opinionisti di vario genere ci illustrano, fieri del loro più o meno discutibile catastrofismo, i possibili e poco desiderabili scenari che ci troveremo ad affrontare nel prossimo futuro.

Nella ricerca della data precisa delle fine del mondo si gioca al ribasso: 2150; 2100; 2080…domani. E si ha l'impressione che, in queste previsioni, gli scienziati facciano un baffo agli avventisti del settimo giorno. La psicosi millenarista dilaga, sebbene il giro di boa del millennio sia passato da un pezzo. Eppure scienza e superstizione sembrano, ora, andare a braccetto e seminare il panico tra la gente comune.Tanto che c'è addirittura chi trova il coraggio di scommettere sulle sorti del pianeta.

È il caso di Martin Rees, presidente della Royal Society britannica. Il cosmologo inglese, nel suo libro "La nostra ora finale", propone due scommesse. Prima di tutto afferma che il mondo ha il 50 % delle possibilità di finire entro il 2100 a causa del comportamento sconsiderato di quelli che lui stesso denomina "gli idioti del villaggio globale", capaci di dare vita casualmente a catastrofi biologiche in grado di radere al suolo il pianeta. In secondo luogo egli è convinto che entro il 2020 proprio il comportamento di uno di questi bioidioti sarà la causa di un disastro che farà registrare almeno un milione di vittime.

A raccogliere la scommessa per la prima volta è stato il giornalista del New York Times John Tierney il quale ha puntato duecento dollari contro Rees convinto che, avendo la razza umana dimostrato grandi abilità di sopravvivenza nel corso dei millenni, è pressoché impossibile che essa possa essere completamente cancellata entro il 2100. Scommesse dello stesso genere sono, poi, contenute nel sito longbets.org che raccoglie le puntate, decreta il vincitore e devolve le vincite in beneficenza.

Diverse sono le cause evidenziate come responsabili della possibile estinzione della vita sul nostro pianeta. Tra le prospettive più gettonate c'è quella del surriscaldamento del globo che comporterà, nel giro di qualche secolo, allo scioglimento dei ghiacciai, alla desertificazione di ampi territori, all'innalzamento della temperatura terrestre e al radicale peggioramento delle condizioni di vita sulla terra. Cambiamenti che renderanno via via sempre più difficile la sopravvivenza dell'uomo.

È questa un'ipotesi molto credibile, tanto che nel 2005 anche l'ONU, nella sua "Valutazione sugli ecosistemi in occasione del Millennio", aveva previsto che nei prossimi 50 anni la vita sulla terra sarà quasi impossibile a causa dei continui stravolgimenti climatici. L'allarme lanciato dalle Nazioni Unite ci fa capire quanto sia indispensabile prendere al più presto quelle decisioni che influiranno pesantemente sulle nostre possibilità di sopravvivenza e alle quali tutti siamo chiamati a partecipare. Nonostante questo sia lo scenario più probabile, non mancano visioni sulla fine del mondo più spettacolari, più a lungo termine, ma non di certo più desiderabili. Nonostante l'improbabilità che esse si verifichino realmente, sono queste ad avere maggiore presa sull'immaginario comune e a scatenare reazioni molto ampie e preoccupanti tra la gente.

Eccone alcuni esempi. Il nostro pianeta potrebbe essere inghiottito dal sole e disintegrarsi, e con esso l'intero sistema solare tra ben…10 miliardi di anni. Perché preoccuparsi già da ora? In alternativa la vita sulla terra potrebbe essere spazzata via dall'impatto con un asteroide. Sebbene esista davvero un asteroide, denominato Toutatis, il cui comportamento sembra essere potenzialmente pericoloso per la terra, questa sembra l'ipotesi più banale. Vista e Rivista in Armageddon e Deep Impact, non suscita più tanto scalpore e poi…c'è sempre Bruce Willis pronto a salvarci dalla catastrofe. Un'altra possibilità è che la fine del mondo sia causata dall'esplosione di un vulcano o da un terremoto sottomarino in grado di scatenare uno tsunami di dimensioni stratosferiche e di modificare sensibilmente la conformazione del pianeta. Ed ancora non mancanole previsioni sull'espandersi di una pandemia causata da un virus letale (sars?) in grado di causare l'estinzione dell'intero genere umano. E come sottovalutare la possibilità di una nuova era glaciale (magari tragicomica come quella descritta nell'omonimo cartone animato?). Ai catastrofisti la fantasia di certo non manca.

Tra tutte le diverse ipotesi, tuttavia, quelle più credibili e di fatto più temibili, sono quelle che vedono come causa prima del disastro finale l'uomo. La possibilità che si verifichi una catastrofe naturale di impensabili dimensioni sono molto poche. E' molto più probabile, invece, che sia l'uomo a decretare autonomamente la propria fine. Lo sfruttamento sconsiderato del pianeta, i tassi di inquinamento sempre crescenti, l'incoscienza ecologica e l'incapacità di adottare misure che arrestino il moltiplicarsi di problemi ambientali quasi insormontabili, sono le armi con cui l'uomo sta inconsapevolmente distruggendo se stesso. Quali sono l'anno, il mese, il giorno e l'ora precisi della fine? Impossibile ripondere, ma…io speriamo che me la cavo!

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