Marigliano, anonimato e capacità di critica

Antonio Capasso

Circa due mesi or sono ho letto con molto interesse l’articolo sulla “caratterizzazione” del soggetto che preferisce l’anonimato fatta dal prof. Antonio Esposito, suppongo docente di filosofia oltre che fratello dell’indimenticato amico della mia adolescenza Pietro.

Dell’articolo condivido il contenuto solo in parte: per la definizione degli aspetti meramente caratteriali e psicologici del tipo di individuo, fatta con lo strumento efficace del pensiero filosofico di Heidegger ed anche in maniera ironica, laddove costui utilizza l’anonimato per mancanza di coraggio e anche per poter liberamente dedicarsi alla calunnia e alla diffamazione, un tipo sostanzialmente non “enucleabile” dalla massa che tutti appiattisce.

C’è, però, a mio avviso un aspetto positivo nell’anonimato che ci deve indurre a riflettere: l’anonimato, laddove si opta per questa scelta al fine di discutere e portare all’attenzione dei “più” argomenti seri e di interesse generale, al di là delle motivazioni individuali di chi lo esercita, non inficia il contenuto delle argomentazioni; tutt’altro, ne amplifica la qualità e, soprattutto, ne evidenzia le più profonde caratteristiche.

Esso in tal modo induce il lettore (è soprattutto nella scrittura che si estrinseca l’anonimato) a riflettere su ciò che ha letto e non a soffermarsi sui luoghi comuni legati alla persona (le sue idee politiche, le frequentazioni, l’etnia etc. etc.).
In periodo elettorale, ad esempio, i cittadini di Marigliano sono stati bersagliati, nel grande circo della politica, da: comunicazioni, affermazioni di principio, pseudo-ragionamenti più o meno dotti e ben elaborati o talvolta molto stupidi; ma alla fine essi, per la gran parte, hanno deciso in funzione di luoghi comuni e/o di stimolazioni istintuali molto superficiali (nella migliore delle ipotesi). PERCHÉ ??

Soprattutto perché non sono abituati a riflettere sul contenuto delle cose ascoltate e/o lette !
Essi (ma è una prassi della gran parte dell’umanità) scelgono psicologicamente la via più breve per decidere: quella meno onerosa! (Ovviamente la situazione elettorale è un semplice esempio, in quel contesto giocano molti altri fattori di peso ben più rilevanti!)
PENSARE PER DECIDERE È FATICOSO !!!
In estrema sintesi l’anonimato, utilizzato come strumento, può essere, in piccolissima parte, un’arma efficace contro la superficialità; fine a se stesso è semplicemente espressione di immaturità psichica e di debolezza caratteriale.


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