Cicciano, per Alfano Amministrazione fragile

Redazione

Il consigliere Giovanni Alfano : “La storia dei concorsi è indice dello stato di salute della compagine amministrativa”.

CICCIANO – “Al consiglio comunale ha partecipato anche la minoranza fornendo un contributo tecnico professionale determinante per le decisioni assunte. Stupisce che di certe imperfezioni ci si debba accorgere, nonostante le segnalazioni, dopo qualche mese ed in una adunanza di consiglio comunale: i quattro ‘protagonisti’ (Galasso, Mascolo, Miele e Santoriello ndr) sono assessori ed ex assessori, per cui certamente avrebbero potuto utilizzare la sede della giunta per imporre il proprio punto di vista.

Il fatto che abbiano dovuto ricorrere al consiglio certamente lascia qualche perplessità in ordine alla tenuta della compagine amministrativa e questa storia dei concorsi ne indica lo stato di salute”. Ha esordito così Giovanni Alfano (nella foto), consigliere comunale di minoranza e capogruppo dei Democratici di Cicciano, all’indomani della seduta di consiglio comunale che ha decretato la ‘svolta’ delle tre selezioni pubbliche dai requisiti d’accesso particolarmente ‘restrittivi’ che l’ente di piazzetta San Barbato ha bandito alla fine dell’anno scorso, prevedendo il riesame dei bandi, l’eventuale rettifica degli stessi e la riapertura dei termini di presentazione delle domande.
 
“Come mai si porta all’attenzione del civico consesso la spinosa questione dei concorsi solo tre mesi dopo la richiesta di discussione avanzata dalla minoranza fin dai primi di gennaio, dando spazio al dibattito in aula a bandi scaduti? – ha dichiarato Alfano – A quel tempo il presidente del consiglio comunale era Antonio Galasso, attuale assessore all’urbanistica, mentre la delega del personale era affidata a Lucio Amato, oggi presidente del consiglio. Sono stati tanti gli errori commessi, soprattutto nella procedura seguita; errori che stanno gravemente compromettendo il buon andamento dell’iter concorsuale.
 
Bisognava intervenire subito, prima del 28 gennaio (termine ultimo per la presentazione delle domande di partecipazione alle selezioni ndr) – ha proseguito il capogruppo dei Democratici – visto che il regolamento comunale prevede che l’istruttoria relativa all’ammissibilità delle domande pervenute debba concludersi entro 30 giorni dalla scadenza del termine di presentazione, per consentire ai candidati eventuali integrazioni a pena di decadenza”. I bandi ‘incriminati’ sono stati predisposti dai funzionari dell’ente di piazzetta San Barbato, molto probabilmente in difformità delle disposizioni regolamentari in materia.

L’11 gennaio scorso i membri di minoranza della commissione consiliare preposta al personale (Arvonio e Pizza) chiesero l’immediata convocazione della commissione in merito alle “istruttorie a base dei concorsi interni ed esterni banditi dal comune” ed ai “pareri di regolarità attestati dal segretario generale e dal revisore dei conti”. La richiesta è rimasta inevasa, per il sopravvenuto rimpasto di giunta, e resta tutt’ora valida.
 
Il consigliere Alfano ha inoltre sollevato, durante la seduta consiliare, anche dubbi sul rispetto della vigente normativa in materia di assunzioni nella P.A., stante il preventivo obbligo per l’ente di reperire le risorse umane attraverso le procedure di mobilità interna ed esterna, prima di bandire una selezione pubblica.
 
Sempre su richiesta della minoranza, infine, durante l’assise di venerdì scorso sono stati finalmente resi noti i dati relativi al numero delle domande pervenute alla scadenza del termine di presentazione, per ogni singola procedura: 65 candidati per il profilo tecnico, 7 per l’amministrativo e 11 per il funzionario contabile.

Autilia Napolitano
 

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