all' Ethnos Festival Roberto de Simone e Ambrogio Sparagna

Redazione

Gran finale per la XV edizione di Ethnos Festival internazionale di musica etnica, il 30 e 31 luglio nell’incantevole Villa Bruno di San Giorgio a Cremano. Dopo gli appuntamenti concertistici con artisti di fama mondiale come Buena Vista Social Club, Gilberto Gil, Rokia Traoré e Vinicio Capossela, il viaggio di Ethnos continua con la sezione “Le Terre del Rimorso”: un focus sull’antichissima musica regionale del Sud Italia che trasformerà la magione in un campus all’aperto in cui, studiosi, antropologi, musicisti e danzatori si incontrano e si confrontano sul terreno comune della cultura popolare, dando vita ad una unica grande festa sulle tradizioni delle calde terre meridionali.

Al suo secondo anno la sezione “Le Terre del Rimorso”, titolo ispirato al lavoro di Ernesto De Martino, il filosofo napoletano che ha dato voce ai tantissimi e diversissimi microcosmi che costituivano il grande patrimonio culturale italiano.

Nella due giorni organizzata e fortemente voluta da Gigi di Luca, oltre ai seminari e i laboratori di danza e musica, alle 19,00 del 31 luglio ci sarà il convegno aperto al pubblico “Le Terre del Rimorso” con due ospiti d’eccezione: Roberto de Simone e Ambrogio Sparagna.

Grandissimo etnomusicologo e drammaturgo napoletano, De Simone, famoso per le sue innumerevoli regie teatrali e la sua incontestabile bravura, fonda nel 1967 La Nuova Compagnia di Canto Popolare con la quale si pone l’obiettivo di far riemergere la memoria musicale di un passato ormai lontano attraverso la poesia, i saggi e la ricerca sul campo; più di contaminazione il lavoro di Ambrogio Sparagna maestro concertatore del Festival la Notte della Taranta dove per l’occasione fonda una grande orchestra di sessanta elementi composta da strumenti popolari, con cui dà vita per tre anni di seguito a spettacoli straordinari.

Due tra le più grandi personalità della musica popolare italiana pronte a confrontarsi sul tema del ritorno alle radici, della multiculturalità, moderati dal Direttore Artistico del Festival Gigi Di Luca, esperto di etno-musicologia da anni impegnato nella promozione della cultura musicale mondiale.


Si parte il 30 luglio alle 18,30 con lo stage: “Le danze e gli strumenti del Pollino calabro-lucano e dell’Aspromonte” a cura del gruppo i Totarella e di Agata Scopelliti, a cui segue l’altro stage “Gli strumenti della musica popolare siciliana: zampogna a paro, friscaletto, marranzano” a cura di Pietro Cernuto. Ma alle 21,30 ci si scatena con “Festa a ballu!” con Damadakà e La Paranza di Peppino di Febbraio e i Totarella.

Gruppo di musica tradizionale di fama internazionale, i Damadakà, si sono formati alla scuola degli anziani, portatori della tradizione. Il gruppo propone un’interpretazione dei linguaggi tradizionali del mondo contadino e rurale con elementi di novità espressiva insieme alla storica Paranza di tammurriata "giuglianese" di Peppino di Febbraio.

Il 31 luglio si riprende alle 17,00 con il secondo appuntamento di stage di danza popolare gratuiti. La kermesse etnico-musicale si conclude alle 21,30 con una vera festa delle tradizioni popolari alla ricerca delle radici musicali, culturali e regionali italiane, in cui si esibiranno gruppi legati dal file rouge della sperimentazione etno-musicale. Si esibiranno Ambrogio Sparagna, i Totarella (Calabria-Lucania), nati da un lavoro di ricerca e raccolta dei pezzi della tradizione, ma soprattutto dalla raccolta dell'eredità musicale pastorale e contadina, gli Unavantaluna (Sicilia), quattro musicisti uniti dalle comuni origini siciliane e dalla passione per le arti e le tradizioni popolari della loro terra, gli Alla Bua (Puglia), legati dalle esperienze più tradizionali della cultura musicale salentina.

 

 

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