Presentato al Circolo Posillipo “La Casta della Monnezza”

Redazione

NAPOLI -  Non è un libro sull’emergenza rifiuti. E’ un’altra l’emergenza raccontata nel libro ‘La Casta della Monnezza’ (Newton Compton), scritto da Bruno De Stefano e Vincenzo Iurillo – prefazione di Gianni Barbacetto - che è stato presentato oggi, venerdì 10 luglio, alle ore 18,30 al Circolo Posillipo (Via Posillipo 5). L’emergenza raccontata nelle 380 pagine del volume è quella rappresentata da una classe dirigente politica, quella campana, inefficiente, incrostata, compromessa con la giustizia e resa poco credibile dai continui cambi di partito e dai modesti risultati raccolti su un territorio dove la crisi spazzatura è solo uno dei tanti aspetti del fallimento politico. Gli autori ne discuteranno con la giornalista Rosaria Capacchione e l’imprenditrice Ilenia Incoglia.

Certo, il titolo è di impatto, e gioca a richiamare il best seller di Stella e Rizzo. Ma il libro non vi illustra sprechi e lussi della classe politica napoletana, né fa le pulci su come sia stato possibile ridurre le strade di Napoli e provincia come immense discariche a cielo aperto. Questo volume invece è una collezione di ritratti. Ogni personaggio, da Antonio Bassolino a scendere, è oggetto di una descrizione feroce. Che si concentra, sì, sulle inchieste giudiziarie, penali e contabili, collezionate negli anni dell’emergenza rifiuti. Sono tante. Sono troppe, sostengono gli autori. Ma nei ritratti grande è l’attenzione verso i percorsi politico-amministrativi dei protagonisti di una stagione, per voler usare un eufemismo, non particolarmente felice per la nostra regione.

Sfilano quasi una cinquantina di nomi e cognomi di presidenti, amministratori, consiglieri regionali, parlamentari, ex ministri. Protagonisti di una Campania attraversata da una questione morale seria. Scrivono nell’introduzione De Stefano e Iurillo: “Basta fare un giretto negli enti locali o spulciare le liste dei nominati in parlamento grazie al meccanismo delle liste bloccate, per scoprire che la rappresentanza politica e parlamentare di queste terre vanta una quantità di indagati, imputati, condannati, salvati dalla prescrizione, inquisiti dalla Corte dei conti, che non ha uguali nel resto del Paese. Con eccezione, forse, della Calabria, dove più della metà dei consiglieri regionali ha qualche guaio con la legge. È opportuno? È decente? Noi nutriamo forti dubbi”. “E probabilmente – aggiungono De Stefano e Iurillo – in regioni ad alta densità criminale come la Campania la classe politica dovrebbe dare il buon esempio ancor più che altrove, producendo anticorpi più resistenti al rischio di infiltrazioni e degenerazioni nella gestione della cosa pubblica”.

Nel libro ci sono tutti, o quasi. “Ci sono tutti quelli per i quali siamo riusciti a trovare notizie sufficienti – spiegano gli autori al cronista – anche se voler elencare tutti i politici sotto inchiesta in Campania è un po’ come chiedere a un bambino di svuotare una piscina con il secchiello da spiaggia”.

Si inizia con Antonio Bassolino, al quale, ovviamente, è dedicato il capitolo più corposo. Nell’elenco ci sono gli inquisiti dell’inchiesta Romeo, c’è il sindaco di Salerno Vincenzo De Luca e il suo predecessore Mario De Biase. Ci sono Clemente Mastella e i suoi accoliti in un capitolo denominato ‘Udeur connection’. Ci sono politici di sinistra, di centro e di destra, anche sindaci di piccoli e grandi comuni. Forse in questa speciale classifica prevale il centrosinistra, ma solo perché ha avuto maggiori possibilità di governo nelle amministrazioni locali di questi ultimi 15 anni.

Mancano alcuni assessori ed ex assessori finiti nel mirino della magistratura quando ormai il libro era dai correttori di bozze. Ma ‘La Casta della Monnezza’ non è un lungo e noioso snocciolare carte giudiziarie e decreti di rinvio a giudizio. I passaggi più sfiziosi sono quelli dedicati alle capriole e ai cambi di partito, alle incoerenze, ai trasformismi di amministratori pubblici capaci delle più strane alleanze e dei più spericolati salti della quaglia pur di vincere un’elezione o giustificare una delibera, una dichiarazione, una presa di posizione.

Nella sua bellissima prefazione, Barbacetto afferma: “Dalla Campania arrivano molti volti noti della politica nazionale… Ma ancor più significativi, per far comprendere la qualità della politica italiana, sono i tanti personaggi sconosciuti al grande pubblico nazionale, la truppa campana dei partiti che si muove – a destra, a sinistra, al centro – nei complicati meandri della politica locale. De Stefano e Iurillo ne raccontano qui le gesta, ricostruendo un’epopea alla rovescia: una commedia umana che acquista talvolta i toni della tragedia.

Non solo e non tanto fedine penali – che pure ci sono, stupiscono e indignano – ma storie politiche: perché inchieste giudiziarie e processi seguono il loro corso, accidentato e pieno di ostacoli, lungaggini, negazioni, prescrizioni; ma la decenza civile, morale e politica imporrebbe ben altri standard, ben altro rigore, anche a prescindere da carte giudiziarie e sentenze. «Se li conosci li eviti», hanno scritto Peter Gomez e Marco Travaglio. Se poi continui a frequentarli, o a candidarli, o a votarli, allora avanti così: è la democrazia. Ma, dopo questo libro di De Stefano e Iurillo, nessuno in Campania, partito o gruppo o singolo elettore, potrà dire, domani, che non lo sapeva”.

 

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